“La sentenza che condanna tre cittadini egiziani per l’uccisione di Giulio Regeni non può restituire Giulio alla sua famiglia, né tantomeno può lenire il dolore di una perdita tanto ingiusta e devastante. Tuttavia, si tratta comunque di una sentenza importante”.
La consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) prende la parola alla luce della sentenza emessa dai giudici della prima Corte d’Assise di Roma ed evidenzia come “dopo anni di ricerca, di attesa e di ostacoli, questo verdetto afferma in maniera netta e granitica la responsabilità per quanto accaduto a Giulio. Al tempo stesso, inoltre, riconosce la natura di un’attività posta in essere da persone legate allo Stato egiziano”.
“Si tratta di un passaggio comunque fondamentale – aggiunge l’esponente pentastellata in una nota stampa – nella ricerca di quella verità che la famiglia Regeni non ha mai smesso di chiedere. Una verità inseguita con determinazione, nonostante il tempo trascorso, le difficoltà investigative e la complessità di un caso che ha profondamente segnato l’Italia”.
“La giustizia – precisa Capozzi – non cancella certamente il dolore. Può, tuttavia, dare un nome alle responsabilità, fissare nella storia giudiziaria ciò che è accaduto e affermare che la vita di Giulio, la sua dignità e la sua memoria non possono essere consegnate all’oblio”.
“Questa sentenza rappresenta dunque un punto fermo: la ricerca della verità – sottolinea ancora la rappresentante del M5S – ha prodotto un accertamento giudiziario che non può essere ignorato”.
“Resta il preciso dovere – conclude Capozzi – di ricordare chi era Giulio, il suo impegno, la sua curiosità e la sua sete di conoscenza”.



