
“La modifica dello Statuto della Regione Friuli Venezia Giulia che, di fatto, reintroduce le Province, è profondamente sbagliata nell’impianto, ma anche del tutto incoerente con la realtà demografica e amministrativa del nostro territorio”.
Lo rimarca, attraverso una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) che aggiunge un’ulteriore considerazione: “Prevedere quattro Province per un’area che conta poco più di un milione e duecentomila abitanti – questo il concetto espresso – significa ignorare il calo demografico e moltiplicare le strutture senza una reale necessità funzionale”.
“Questi nuovi enti – spiega l’esponente pentastellata, facendo seguito al via libera definitivo arrivato dal Senato al termine del quarto e ultimo passaggio del documento in sede parlamentare – presupporranno inevitabilmente ulteriori costi di funzionamento, rischiando concretamente di trasformarsi in contenitori vuoti Soprattutto a fronte della cronica carenza di personale amministrativo che, già oggi, mette in difficoltà i nostri enti locali. Non si rafforza dunque in alcun modo l’amministrazione pubblica creando, come in questo caso, nuove scatole; si potrebbe e si dovrebbe invece farlo investendo su competenze, organici e servizi”.
“I toni trionfalistici che accompagnano questa riforma – evidenzia Capozzi – appaiono quindi fuori luogo: l’unico vero moltiplicatore che si intravede è infatti quello delle cariche elettive, non certo dell’efficienza amministrativa o della qualità dei servizi rivolti ai cittadini”.
“Per tutte queste ragioni – conclude Capozzi – bene ha fatto il MoVimento 5 Stelle al Senato a bocciare un provvedimento che non semplifica e non razionalizza ma che, al contrario, ripropone vecchi e superati modelli istituzionali, senza tener conto delle trasformazioni demografiche, sociali ed economiche del Friuli Venezia Giulia”.
