“La nostra non è una contrarietà ideologica, ma una contrarietà di merito. Ecco perché abbiamo espresso il voto contrario a questo disegno di legge”.
Due giorni di intensi lavori d’aula non hanno portato grandi elementi a sostegno della causa del disegno di legge 86, destinato a intervenire sull’ordinamento e l’istituzione delle Province. Quindi, anche in sede di dichiarazione di voto, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) ha mantenuto con coerenza la sua posizione di contrarietà alla norma, peraltro manifestata anche in sede di Commissione e all’inizio dei lavori tematici dell’Assemblea legislativa.
“Ci è stato chiesto – aggiunge l’esponente pentastellata dopo la mezzanotte, ribadendo i concetti già espressi nel corso del suo intervento – di approvare un contenitore in divenire. Se fossimo stati chiamati a discutere una vera riforma, caratterizzata da funzioni chiare, competenze rafforzate e un reale valore aggiunto per cittadini e imprese, il nostro atteggiamento sarebbe stato diverso. Ma così non è stato”.
“Restano aperti i temi dei costi e della futura composizione degli organi provinciali. Per tutte queste ragioni – precisa Capozzi – abbiamo votato contro questo provvedimento. Non vediamo infatti una riforma, ma la semplice reintroduzione di una scatola vuota, arricchita in calcio d’angolo con l’emendamento del gruppo di Fratelli d’Italia, ma pur sempre generico”.
“Politicamente – conclude Capozzi – certifica il fallimento di un operazione che è stata picconata dalla stessa Maggioranza. Gli stessi colleghi al lato opposto dell’aula hanno infatti definito questo come un percorso progressivo. Per questo motivo non possiamo approvare un provvedimento costruito sui desiderata della Maggioranza stessa, soprattutto in assenza di indicazioni chiare e puntuali”.



