“Mentre il ministro Matteo Salvini continua a inseguire ossessivamente il progetto colabrodo che tiene impegnati 15 miliardi di euro, indirizzati verso l’ipotetica realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, milioni di cittadini sono costretti ogni giorno a confrontarsi con una realtà fatta di infrastrutture carenti, ritardi cronici e servizi sempre meno affidabili. L’ossessione per il ponte rischia così di trasformarsi nell’ennesima dimostrazione di una politica molto più interessata agli annunci che alle soluzioni concrete. I cittadini non hanno però bisogno di slogan, rendering e inaugurazioni anticipate; hanno invece bisogno di servizi che funzionino. E su questo, finora, le risposte sono state decisamente insufficienti”.
Lo evidenzia, attraverso una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), che analizza una situazione ormai paradossale e che rischia di trasformarsi in uno sterile balletto a spese delle popolazioni dell’Italia e dello stesso Friuli Venezia Giulia.
“Viene da chiedersi – aggiunge l’esponente pentastellata – in quale Paese viva chi considera il ponte la priorità assoluta per l’intera penisola. Certamente non in quello dei pendolari che, ogni mattina, salgono su treni che arrivano in ritardo. Quando arrivano…. Non in quello di studenti e lavoratori che devono organizzare le proprie giornate prevedendo disagi ormai sistematici. E nemmeno in quello di interi territori che attendono da anni interventi di manutenzione e ammodernamento delle infrastrutture esistenti”.
“Anche nella nostra regione – precisa Capozzi – la situazione è purtroppo sotto gli occhi di tutti: il trasporto ferroviario sta progressivamente perdendo credibilità come alternativa all’auto privata, perché puntualità e affidabilità sono diventate troppo spesso l’eccezione anziché la regola. Quando poi si verificano eventi meteorologici avversi, come accade con sempre maggiore frequenza, il sistema mostra tutta la sua fragilità: ritardi, cancellazioni e disagi diventano quasi una certezza. Io stessa, da pendolare, vivo quotidianamente queste difficoltà e conosco bene le conseguenze che provocano sulla vita delle persone, sul lavoro e sull’organizzazione familiare”.
“Nel frattempo, opere strategiche per il territorio, come il nodo ferroviario di Udine e l’eliminazione dei passaggi a livello, continuano a rimanere ferme al palo. E, di fronte a questa situazione, l’accanimento politico su un ponte di fantasia – sottolinea la rappresentante del M5S – appare sempre più come una gigantesca operazione di propaganda: si continua a parlare di un’opera faraonica da decine di miliardi di euro, mentre i cittadini chiedono semplicemente di poter andare al lavoro, a scuola o in ospedale senza dover affrontare ogni giorno un percorso a ostacoli”.
“La vera emergenza infrastrutturale italiana – conclude Capozzi – non è costruire una nuova opera simbolo, ma far funzionare ciò che già esiste. Prima di promettere collegamenti avveniristici tra due sponde, sarebbe opportuno garantire che i treni arrivino in orario, che le linee siano efficienti e che le infrastrutture resistano alle normali condizioni meteorologiche”.



