Ovovia. Capozzi (M5S): Crolla castello di carte della Dx, spazzato via da realtà

“L’ennesima battuta d’arresto sul progetto dell’ovovia certifica ciò che sosteniamo da tempo: siamo di fronte a un’opera nata male, gestita peggio e difesa dalla Maggioranza più per ragioni ideologiche e propagandistiche che per una reale utilità per la città”.

Non ha dubbi in proposito la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) che, attraverso una nota stampa, ritorna sul tema del progetto più discutibile, ambiguo e testardamente imposto alla cittadinanza nella storia della Trieste moderna.

“Oggi – aggiunge l’esponente pentastellata – resta soltanto un progetto mutilato, accompagnato da una lunga scia di polemiche, ricorsi, ritardi e divisioni. La realtà racconta il fallimento di una delle operazioni politiche più controverse degli ultimi anni”.

“Viene quasi il sospetto – precisa Capozzi – che questa improvvisa frenata rappresenti soprattutto un tentativo della Maggioranza di costruirsi una via d’uscita politica davanti a una vicenda che, a questo punto, rischia di trasformarsi in un pesantissimo boomerang elettorale in vista del prossimo anno. Dopo aver ignorato per anni le nostre critiche, insieme a quelle di cittadini, comitati, associazioni e opposizioni, oggi la realtà presenta un conto che non può più essere nascosto sotto il tappeto”.

“Se davvero siamo arrivati al capolinea di questa paradossale vicenda, non possiamo che augurarci la prospettiva che possa finalmente essere messa una pietra tombale – sottolinea la rappresentante del M5S – su un progetto che ha consumato tempo, risorse e credibilità istituzionale. La città di Trieste merita di guardare avanti e di discutere seriamente di mobilità sostenibile, anziché inseguire opere simbolo trasformate in bandiere di parte”.

“Chi ha governato e imposto questa scelta ai cittadini – conclude Capozzi – deve assumersi fino in fondo la responsabilità politica e amministrativa delle proprie decisioni”.

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