
“Il disegno di legge sull’Innovazione sociale per lo sviluppo e l’attrattività del territorio regionale nasce con obiettivi importanti e condivisibili, ma tra le intenzioni e le misure concrete resta ancora una distanza che non possiamo ignorare”. A sostenerlo è la consigliera regionale del M5S Rosaria Capozzi.
“Apprezziamo lo sforzo di mettere a sistema politiche oggi frammentate, dal welfare al lavoro, dalla casa alla formazione – prosegue Capozzi – come il riconoscimento del ruolo di Comuni, sindacati, imprese e terzo settore attraverso i partenariati locali e i “patti territoriali”. Positivi sono anche gli interventi per la conciliazione studio-lavoro-genitorialità e la riduzione dei tempi di residenza per la Carta Famiglia”.
“Tuttavia – sottolinea la consigliera 5 Stelle – il provvedimento presenta scarsa innovazione normativa, limitandosi a modificare leggi esistenti senza introdurre strumenti nuovi. Deboli anche le risposte su salari e precarietà, pur riconosciute come criticità nella relazione del testo. Inoltre, manca ancora un sistema di valutazione e monitoraggio, per il quale abbiamo proposto una clausola specifica”.
“Preoccupa infine, il riferimento alle politiche immigratorie “incontrollate”, che rischia di trasmettere una visione chiusa e difensiva. L’innovazione sociale deve includere, non escludere. Siamo in un momento storico in cui si predica una cosa e se ne fa un’altra: basti pensare che la stessa Confindustria Alto Adriatico promuove programmi di immigrazione lavorativa dall’Africa. Serve coerenza e una visione aperta, capace di coniugare inclusione e sviluppo”.
“Il M5S si è posto con un atteggiamento costruttivo, presentando emendamenti che renderebbero la legge più equa, partecipata e – conclude Capozzi – coerente con gli obiettivi europei di sviluppo sostenibile e coesione territoriale”
