
“Questa mozione vuole essere la voce di tutte le migliaia di cittadini che stanno scendendo anche nelle nostre piazze per dire no a quanto sta accadendo. Vorremmo che tutti loro siano orgogliosi di una classe politica che non si gira pavidamente dall’altra parte davanti qualcosa di disumano: un genocidio condotto dal governo criminale di Netanyahu”.
Lo ha evidenziato la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) nel corso di una conferenza stampa archiviata questa mattina nella sede di Udine del Consiglio regionale per illustrare i contenuti della mozione pentastellata per la “Sospensione dei rapporti tra la Regione Friuli Venezia Giulia e lo Stato di Israele”.
Un’istanza sostenuta anche da un presidio pubblico organizzato in piazza Oberdan a Trieste per le ore 15.30 di martedì prossimo (30 settembre) in concomitanza con gli attigui lavori dell’Aula dedicati alla discussione e alla successiva votazione dell’istanza M5S.
“Riteniamo si debba intervenire- aggiunge Capozzi in una nota stampa – per dire no a una situazione tragica che si sta consumando ormai da mesi. Un assedio che ha provocato tragiche conseguenze per la popolazione civile in termini di cibo, medicine ed elettricità. I crudi numeri parlano chiaro: 65mila morti e 156mila feriti con 15-16mila bambini coinvolti”.
“Chiediamo sostanzialmente – dettaglia ancora Capozzi – che la nostra Regione intervenga in maniera concreta e non con dichiarazioni simboliche. Chiediamo che il Friuli Venezia Giulia interrompa qualsiasi rapporto commerciale e istituzionale con lo Stato di Israele, finché perdureranno le violazioni dei diritti umanitari e internazionali. Inoltre, se armamenti o parti di essi vengono prodotte nella nostra regione, se ne impedisca la commercializzazione. Il Consiglio regionale e anche Fedriga si dimostrino quindi disponibili, benché le sue recenti dichiarazioni siano state deprecabili e per nulla condivisibili. La Regione Fvg può fare la sua parte, superando anche il silenzio cui abbiamo assistito fino a ora”.
“Ecco perché – conclude Capozzi – mi auguro che la nostra mozione non venga bocciata come accaduto in altre Regioni, offrendo in quei casi una fotografia della nostra politica della quale io mi vergogno profondamente. Bombardamenti e lo sterminio di massa di cittadini inermi non possono e non devono avere un colore politico”.
La deputata Stefania Ascari, intervenuta in videoconferenza da Roma, ha parlato esplicitamente “di un governo terrorista che compie atti terroristici. Non parliamo di uno Stato democratico, ma di uno Stato terrorista che bombarda esseri umani inermi in fila per un po’ di farina, blocca gli aiuti umanitari, annienta gli ospedali e uccide i neonati. Questa mozione è un atto di giustizia e civiltà, ma soprattutto di umanità, nei confronti di un genocidio”.
“L’altro giorno – ha proseguito Ascari – il ministro Crosetto ha presentato il grande lavoro che il Governo italiano, a suo dire, starebbe facendo, aggiungendo di non sentirsi assolutamente corresponsabile. Io vorrei invece elencare le prove della complicità e della colpevolezza del Governo italiano, dopo Stati Uniti e Germania terzo finanziatore e supporter di Israele. Dobbiamo quindi pretendere atti concreti, affinché questo governo terrorista – così si è congedata – venga isolato, sanzionato e incriminato per crimini di guerra e contro l’umanità”.
L’incontro è stato chiuso dalla coordinatrice regionale del M5S, Elena Danielis, che ha illustrato le caratteristiche organizzative del presidio pubblico programmato dal M5S per martedì a Trieste. “Una doverosa opportunità – così la ha definita – a sostegno della mozione e anche per sentirsi un po’ meno complici di un genocidio. Un appuntamento al quale invitiamo anche gli altri partiti di opposizione. Facciamo sentire la nostra voce contraria – ha auspicato Danielis – per conservare quel briciolo di umanità che ci toglierebbe da una corresponsabilità insopportabile”.
