
Giovedì sera abbiamo vissuto un incontro ricco di spunti sul tema dell’emergenza abitativa, con la partecipazione del nostro deputato Agostino Santillo, che ci ha offerto una visione nazionale delle politiche sulla casa e su come tradurre in azioni concrete le proposte emerse nella nostra città.
L’analisi sulla situazione triestina curata da Alessandra Richetti ha collegato i dati locali al quadro nazionale, mostrando come le buone pratiche possano tradursi in soluzioni concrete anche per Trieste.
Dai dati dell’Osservatorio comunale sulla Rigenerazione Urbana emerge una realtà ormai insostenibile:
affitti in crescita vertiginosa (+23% fino al 2022, oggi quasi raddoppiati);
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stipendi fermi (+9-10% dal 2016);
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3.600 domande inevase di edilizia popolare e oltre 2.000 alloggi ATER inutilizzabili.
Due paradossi raccontano bene la situazione triestina:
più di 220.000 alloggi per meno di 200.000 abitanti;
eppure famiglie, studenti e lavoratori faticano a trovare casa.
Durante la serata sono emerse voci diverse ma convergenti: da una parte gli inquilini chiedono affitti accessibili e stabilità; dall’altra i proprietari chiedono regole chiare e garanzie per tutelare il loro patrimonio immobiliare, altrimenti preferiscono rivolgersi al mercato degli affitti brevi che a Trieste, con l’esplosione del turismo, è molto fervido. Il turismo ha portato ricchezza, ma anche squilibri. Sempre più proprietari scelgono gli affitti brevi, spinti da timori reali: morosità, tempi lunghi dei contratti, costi legali.
Le diverse esigenze di inquilini e proprietari possono convivere, ma serve una visione comune e un soggetto pubblico che costruisca fiducia.
In attesa che la proposta di legge del Movimento 5 Stelle faccia il suo percorso a livello nazionale, chiediamo che anche il Comune di Trieste faccia da garante tra chi affitta e chi prende in affitto.
Altre città lo stanno già facendo: Trieste può diventare un laboratorio del Nord-Est.
