Le condizioni di degrado della struttura di accoglienza allestita negli spazi dell’ex caserma Cavarzerani di Udine, ampiamente documentate in questi giorni da diversi organi di stampa, impongono una riflessione seria e non più rinviabile sul significato stesso dell’accoglienza e sulle responsabilità delle istituzioni.
A intervenire sono la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle Rosaria Capozzi e il deputato M5S Alfonso Colucci, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro competente per chiedere chiarimenti sulla situazione della struttura e sulle misure adottate per garantire condizioni di vita dignitose alle persone ospitate.
«L’accoglienza – dichiara Rosaria Capozzi – non può essere ridotta alla semplice disponibilità di un posto in cui stare. Non basta offrire un riparo se poi uomini e donne sono costretti a vivere in condizioni che compromettono la salute, la sicurezza e, soprattutto, la dignità della persona».
Con la sua interrogazione, Alfonso Colucci chiede al Ministro se sia a conoscenza dei fatti denunciati e quali siano state, nel 2026, le date e gli esiti delle ispezioni effettuate, le inadempienze contestate, le eventuali sanzioni applicate e le verifiche sul rispetto delle prescrizioni impartite.
«Voglio capire – aggiunge Colucci – se i controlli siano stati realmente efficaci, se le prescrizioni siano state rispettate e se siano state garantite le tutele dovute tanto alle persone accolte quanto ai lavoratori. La trasparenza nella gestione delle strutture e il rispetto dei diritti non sono aspetti secondari, ma condizioni imprescindibili».
«Proprio per questo motivo – annuncia Capozzi – intendiamo effettuare quanto prima un sopralluogo nella struttura, concordandolo con il prefetto Lione, per verificare direttamente le condizioni in cui vivono le persone ospitate e comprendere quali interventi siano necessari».
«Non è accettabile – prosegue la consigliera – che situazioni così precarie e degradanti vengano tollerate o considerate inevitabili. Il punto politico è che non si può continuare a intervenire soltanto quando emergono tragedie o situazioni di emergenza. Le istituzioni hanno il dovere di prevenire, vigilare e intervenire tempestivamente».
«Su questa vicenda continueremo a mantenere alta l’attenzione, a livello regionale e parlamentare. L’accoglienza non può essere uno slogan né una semplice operazione amministrativa: deve tradursi in condizioni di vita dignitose, sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali. Non possiamo permettere che il degrado diventi consuetudine o venga considerato fatalmente inevitabile», concludono Capozzi e Colucci.



