“Il tema della casa rappresenta oggi una delle principali emergenze sociali ed economiche. Proprio per questo motivo è quindi fondamentale che la riforma sia accompagnata da strumenti chiari, risorse adeguate e modalità attuative efficaci, in grado di dare risposte concrete ai cittadini, ai lavoratori e alle comunità locali”.
Non ha alcun dubbio in proposito la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) che, attraverso una nota stampa, prende la parola sui contenuti del disegno di legge 80 incentrato sulla riforma delle politiche abitative, quest’oggi oggetto dei lavori della IV Commissione.
“Tra i tanti aspetti del provvedimento che destano una riflessione, positiva è sicuramente – premette l’esponente pentastellata – la scelta di rafforzare il ruolo delle Ater, chiamate non solo a gestire il patrimonio di edilizia pubblica, ma anche a svolgere una funzione di coordinamento territoriale tra Regione, Comuni, enti del Terzo settore e altri soggetti coinvolti nelle politiche della casa”.
“Emerge inoltre la necessità di chiarire con precisione quale sarà la reale capacità operativa delle Ater nel nuovo assetto delineato dalla riforma. L’ampliamento delle funzioni di coordinamento territoriale – spiega Capozzi, facendo riferimento ai contenuti del documento – richiederà infatti personale adeguato, competenze specifiche e risorse aggiuntive, senza le quali il rischio è quello di sovraccaricare strutture che già oggi operano spesso in condizioni di difficoltà organizzativa. Allo stesso tempo sarà fondamentale definire in modo chiaro il rapporto tra Ater e Comuni, evitando sovrapposizioni di competenze e garantendo un’effettiva integrazione istituzionale. In questo senso appare necessario comprendere anche le ragioni per cui i tavoli territoriali previsti dalla legge regionale 1/2016 non abbiano prodotto risultati soddisfacenti, così da evitare che i nuovi strumenti di coordinamento rischino di rimanere soltanto sulla carta”.
“Rimangono, tuttavia, alcune criticità che meritano attenzione e una delle principali – dettaglia l’intervento – riguarda il rinvio di numerosi aspetti fondamentali a successivi regolamenti attuativi e bandi regionali. Questo rischio potrebbe rendere il quadro normativo inizialmente poco definito e attribuire alla Giunta regionale un ampio margine di discrezionalità nella concreta applicazione delle misure previste”.
“Un ulteriore elemento centrale – aggiunge ancora Capozzi – riguarda il coinvolgimento dei proprietari privati che metteranno a disposizione immobili per finalità sociali. Per favorire realmente l’adesione a questi strumenti sarà indispensabile garantire tutele, certezze e meccanismi efficaci di garanzia”.
“Questo ddl – sottolinea la rappresentante del M5S – nasce dall’esigenza di aggiornare un sistema normativo che, a quasi dieci anni dall’entrata in vigore della legge regionale 1/2016, non appare più pienamente adeguato per rispondere ai profondi cambiamenti economici, sociali e demografici intervenuti nel frattempo. Il tema della casa non riguarda più esclusivamente il sostegno alle fasce economicamente più deboli, ma coinvolge anche una pluralità di situazioni sempre più diffuse: precarietà lavorativa, emergenza sociale, aumento dei costi energetici, difficoltà di accesso al mercato delle locazioni, invecchiamento della popolazione e necessità di rigenerazione urbana”.
“Particolarmente rilevante – conclude Capozzi – appare infine la necessità di rispondere alla crescente domanda abitativa da parte di lavoratori, spesso assunti con contratti a tempo determinato, che non riescono a trovare soluzioni accessibili nei pressi dei poli produttivi e logistici regionali”.



