Casa. Capozzi (M5S): Riforma doverosa, nostre idee ovviano a criticità ancora presenti

“Pur riconoscendo gli aspetti positivi dell’ormai necessaria riforma delle politiche abitative regionali, riteniamo che permangano comunque alcune criticità che meritano una doverosa attenzione. Proprio per questo motivo, già in occasione dell’esame del provvedimento in sede di Commissione avevamo assunto un atteggiamento costruttivo e collaborativo, presentando dieci emendamenti correttivi con l’obiettivo di migliorare il testo e rafforzarne la capacità di rispondere alle nuove sfide del settore”.

Lo conferma, affidando il suo pensiero a una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), impegnata a Trieste nella prima giornata dei lavori dell’Assemblea legislativa incentrati sul disegno di legge 80 (“Disposizioni in materia di politiche abitative regionali”).

“Alcune delle nostre istanze tematiche – aggiunge l’esponente pentastellata, riprendendo i passaggi fondamentali del suo intervento nell’emiciclo di piazza Oberdan – sono state ritirate a seguito della disponibilità manifestata dall’assessore Cristina Amirante ad approfondirne i contenuti e a valutarne l’inserimento nel percorso attuativo della riforma. Proprio per questo motivo, perciò, oggi li riproponiamo all’Aula, nuovamente con spirito propositivo e nella ferma convinzione che possano contribuire a rendere più efficace il provvedimento”.

“Esprimiamo particolare soddisfazione – rimarca Capozzi – per l’accoglimento dell’emendamento volto a estendere le politiche abitative alle Comunità Energetiche Rinnovabili. Riteniamo che il collegamento tra diritto all’abitare e sostenibilità energetica rappresenti una delle sfide più importanti dei prossimi anni e, consentire alle Ater e agli altri soggetti coinvolti nelle politiche della casa di partecipare alla costituzione e alla progettazione delle CER, significa anche offrire alle famiglie nuove opportunità di riduzione dei costi energetici, contrastare la povertà energetica e promuovere modelli di sviluppo più sostenibili”.

“La riforma nasce dall’esigenza concreta di aggiornare un quadro normativo che, a quasi dieci anni dall’entrata in vigore della legge regionale 1/2016, non appare più pienamente adeguato – precisa la rappresentante del M5S – per rispondere ai profondi cambiamenti economici, sociali e demografici che hanno interessato il nostro territorio. Il tema della casa, infatti, non può più essere affrontato esclusivamente come una questione legata alle fasce economicamente più fragili, perché la domanda abitativa è diventata più complessa e coinvolge un numero crescente di cittadini e famiglie che, pur lavorando e contribuendo alla crescita della nostra regione, incontrano sempre maggiori difficoltà nell’accesso a un’abitazione dignitosa e sostenibile”.

“Tra le criticità sulle quali lavorare ancora, dunque, emerge il rinvio di numerosi aspetti fondamentali a successivi regolamenti attuativi e a futuri bandi regionali. Una scelta – sottolinea ancora la nota – che rischia di lasciare inizialmente poco definito il quadro operativo e che attribuisce alla Giunta regionale un ampio margine di discrezionalità nell’attuazione delle misure previste. Un secondo elemento riguarda invece la reale capacità operativa delle Ater: l’ampliamento delle loro competenze richiederà inevitabilmente personale qualificato, professionalità specifiche e risorse adeguate. Senza un rafforzamento organizzativo e finanziario, tuttavia, il rischio è tuttavia quello di sovraccaricare strutture che già oggi, in molti casi, operano con organici ridotti e in condizioni non semplici”.

“Sarà quindi fondamentale chiarire il rapporto tra Ater e Comuni, evitando sovrapposizioni di competenze e garantendo una reale integrazione istituzionale. Infine, riguardo il coinvolgimento dei proprietari privati – conclude Capozzi – che metteranno a disposizione immobili per finalità sociali, se vogliamo che questi strumenti funzionino davvero, sarà indispensabile offrire garanzie, tutele e certezze, creando un sistema capace di incentivare concretamente la partecipazione dei privati”.

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