
“Il documento solleva un fondamentale nodo di carattere strategico e politico-energetico: ossia, la persistenza di un sussidio pubblico diretto ai carburanti fossili, proprio in un contesto europeo e nazionale che, al contrario, si orienta invece sempre più decisamente verso la decarbonizzazione, la mobilità elettrica e la riduzione delle emissioni climalteranti”.
Lo rimarca, affidando il suo pensiero a una nota stampa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), facendo riferimento ai lavori odierni della I e della II Commissione che si sono concentrate sui contenuti del ddl 65 “Norme per il sostegno all’acquisto dei carburanti per autotrazione ai privati cittadini residenti in regione e promozione della mobilità individuale ecologica”.
“La prospettiva dovrebbe essere proprio quella – aggiunge l’esponente pentastellata – di riconvertire il parco veicoli attuale con uno costituito da modelli molto meno impattanti, intervenendo con contributi orientati verso nuove forme di mobilità e abbandonando progressivamente benzina e gasolio”.
“Rimane comunque il fatto che questo disegno di legge – precisa Capozzi – si inserisce nel lungo processo di trasformazione del cosiddetto ‘bonus carburante Fvg’, nato per contrastare le migrazioni oltre confine, puntando anche alla completa digitalizzazione del sistema e alla semplificazione delle procedure. La ratio esplicita della norma è quella di modernizzare una normativa nata nel 2010 e aggiornata già nel 2022 con l’introduzione delle App e del portale digitale”.
“Il disegno di legge – sottolinea la rappresentante del M5S – porta a compimento la transizione, partendo da un sistema basato su tessere e Pos, per addivenire a un sistema completamente digitale tramite App e Qr code con entrata in vigore prevista per il 1° febbraio prossimo”.
“Apprezzabile – spiega Capozzi – va considerata l’eliminazione delle funzioni delle Camere di commercio: la conseguente centralizzazione presso la Direzione centrale Difesa dell’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, infatti, porta a una notevole riduzione dei costi di gestione. Si tratterà di un passaggio graduale verso il sistema digitale che consentirà di continuare a utilizzare la tessera, evitando disagi alle persone anziane o a quelle poco avvezze alle tecnologie”.
“Benché la convivenza tra il sistema a tessere e quello digitale, prevista fino al 31 dicembre 2026, possa apparire complessa per i gestori a causa delle doppie procedure operative, riteniamo – conclude Capozzi – che rappresenti comunque un passaggio necessario per sostenere le persone più fragili in questa fase di transizione”.
