Ambiente, Capozzi-Sergo: Valli Natisone unite per stop a pale eoliche

“Centinaia e centinaia di persone, equamente suddivise tra impegno civico e partecipazione sociale, sono più che mai decise a difendere il proprio territorio da cemento, asfalto e manufatti alti 200 metri. Non a caso, sono risultati affollatissimi gli eventi informativi organizzati dai cittadini e dai consiglieri comunali sul territorio delle Valli del Natisone, finalizzati a illustrare un progetto che comporterebbe la collocazione di quattro pale eoliche a pochi chilometri soltanto dal patrimonio Unesco di Cividale del Friuli”.

Lo rimarcano, attraverso una nota stampa condivisa, la consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle) e il Coordinatore pentastellato per il territorio dell’ex provincia di Udine, Cristian Sergo, prendendo nuovamente la parola sul delicato tema ambientale per esprimere il loro “esplicito apprezzamento nei confronti delle iniziative spontanee tematiche, organizzate dal basso. In particolare, per quella archiviata ieri sera – venerdì 18 luglio – nella sala consiliare di San Pietro al Natisone”.

“Continuiamo a ribadire l’assoluta necessità – aggiungono i rappresentanti pentastellati, intervenuti all’appuntamento di San Pietro al Natisone – che, prima ancora di arrivare alla valutazione degli impatti di queste opere, sia necessario introdurre il dibattito pubblico nella nostra legislazione. In mancanza di una norma da noi già richiesta da anni, inoltre, rimaniamo altresì convinti che questi eventi dovrebbero essere organizzati dai sindaci interessati, che rappresentano tutti i cittadini del territorio”.

“La nostra speranza – precisano Capozzi e Sergo – è anche quella che la Regione Friuli Venezia Giulia esprima un parere contrario alla richiesta di non assoggettare a Valutazione di Impatto ambientale un progetto eolico che, persino a detta dei proponenti, pare non possegga ancora un set completo di dati anemometrici (velocità del vento) e che non rispetti le distanze dai beni culturali tutelati dalla normativa nazionale, spesso del tutto ignorati da tale pianificazione”.

“Proprio per questo motivo – sottolinea, infine, la nota del M5S – le centinaia di persone che si sono già mobilitate, insieme a tutte quelle pronte per unirsi alla protesta, ritengono che la zona individuata sia da considerarsi assolutamente non idonea a questa installazione così impattante”.