70° Marcinelle. Capozzi (M5S): Tragedia non ha insegnato, ricordo monito per futuro

“Sette decenni di dolorosi ricordi che, purtroppo, hanno insegnato poco o nulla. La tragedia di Marcinelle avvenne l’8 agosto 1956 e, ancora una volta ma non certo per l’ultima volta, ricorderemo doverosamente quelle povere vittime proprio in occasione della ‘Giornata nazionale del Sacrificio del lavoro italiano nel mondo’”.

La consigliera regionale Rosaria Capozzi (MoVimento 5 Stelle), da sempre impegnata in prema persona sul delicato tema legato alla sicurezza sui luoghi di lavoro, desidera ricordare come “ogni decesso e ogni infortunio sul lavoro hanno rappresentato e rappresentano una ferita intollerabile per l’intera comunità civile. È perciò del tutto inaccettabile che, ancora oggi e nonostante i luttuosi insegnamenti che ci sono pervenuti attraverso stragi come quella avvenuta 70 anni or sono in terra belga, si continui a perdere la vita mentre si svolge con onestà e dedizione la propria attività professionale”.

“Le vittime di quanto accadde alle 8.10 nella miniera Bois du Cazier furono 262, 136 delle quali appartenente alla folta comunità italiana – aggiunge l’esponente pentastellata – e sette di esse provenienti dalla nostra regione. Tutte con le loro legittime speranze, aggredite dal nostalgico ricordo delle vallate della Carnia, del Pordenonese e del Cividalese, realtà dure ma serene alle quali le difficoltà della vita le avevano forzatamente strappate insieme alle rispettive famiglie. Il bilancio era stato terribile e non può consolare nessuno il fatto che quella data nefasta abbia in parte contribuito a porre fine ad alcune ingiustificabili condizioni di sfruttamento, aprendo il mondo del lavoro a nuove prescrizioni sulla sicurezza”.

“Ben vengano, perciò, gli onori alla memoria di minatori del Friuli Venezia Giulia, caduti in Vallonia come valorosi soldati della sopravvivenza. E ben vengano – conclude Capozzi, facendo riferimento anche alla contestuale ‘Giornata europea in Memoria delle Vittime degli incidenti sul lavoro e per la tutela della dignità dei lavoratori’ – anche le iniziative istituzionali e culturali legate alla storia dell’emigrazione, finalizzate alla valorizzazione e alla tutela della memoria di questo simbolo della nostra regione, del valore della vita e della dignità del lavoro. Ma non vanno dimenticate neppure tutte le numerose, e altrettanto intollerabili, vittime espatriate delle malattie contratte in quelle e altre cave che risucchiarono le energie vitali di circa 140mila italiani (come l’ecatombe di Arsia), figure quasi invisibili e destinate al sacrificio da un iniquo accordo di scambio per la fornitura di carbone”.

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