Variante di Dignano, il partito unico vota compatto a favore dell’opera.

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«Nonostante l’accorato appello degli ambientalisti e di chi ha a cuore la tutela del nostro paesaggio e del nostro territorio, Pd e Pdl hanno dato un senso al patto del Nazareno anche nel Friuli Venezia Giulia, votando compatti contro la nostra mozione sulla Variante di Dignano. Una mozione che aveva lo scopo di ribadire la contrarietà del MoVimento 5 Stelle a un’opera che – come da un anno e mezzo stiamo sostenendo – prima ancora di iniziare sta già vedendo lievitare i costi per la sua realizzazione e puntare l’attenzione su alcune criticità che avevamo riscontrato nel progetto». La portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Ilaria Dal Zovo critica aspramente il voto compatto di centrosinistra e centrodestra a favore della Variante di Dignano.

 

«Si tratta di un progetto vecchio di decenni, che secondo la stessa presidente Serracchiani andava ripensato e rimodulato – aggiunge il portavoce M5S Cristian Sergo -. Invece, ancora una volta, ci troviamo di fronte alla consueta forma mentis che non sa trovare soluzioni alternative adeguate a progetti così importanti ma solo costruire strade e cementificare il nostro territorio».

 

«A nulla son servite le obiezioni presentate in Aula sul rischio dell’opera che verrà costruita in una zona considerata a “pericolosità idraulica molto elevata”, senza tenere in considerazione gli scompensi alla flora e alla fauna della zona, ma anche alleconseguenze che la cementificazione avrà sulla qualità delle acque locali – ricorda Ilaria Dal Zovo -. Tutto questo non viene sostenuto da noi “grillini” ma è scritto nero su bianco nella Valutazione di incidenza ambientale. Per questo avevamo chiesto una nuova analisi sui dati di traffico, visto che le rilevazioni effettuate da FVG Strade e dalle associazioni ambientaliste presentavano differenze sostanziali».

 

«Avevamo anche chiesto che venisse fatta una verifica strutturale sul ponte sul Tagliamento – sottolinea la portavoce M5S -. La verifica visiva, infatti, aveva portato alla luce alcune criticità. Nemmeno su questo i partiti hanno voluto prendere impegni precisi, liquidando invece la questione con una risposta sconcertante: “In caso di problemi – è stato detto – FVG Strade chiuderà il ponte”. Certo, normale, ma allora che ce ne faremo di due varianti se poi il ponte che le collega verrà magari chiuso? – si chiede Dal Zovo -. Forse la risposta è già in testa di qualcuno… semplice faremo il ponte nuovo».

 

«In questo modo non si rassicurano certo i 5 mila cittadini che hanno sostenuto petizione – sostiene Sergo -. Eppure, in campagna elettorale, la maggioranza parlava di approccio “europeo” nella costruzione delle grandi opere pubbliche. Di fronte, invece, al solito appalto l’approccio rimane sempre quello italiano: chi comanda e non governa, decide cosa e come fare. E a nulla son valse le firme raccolte dai cittadini allegate a una petizione popolare giunta per la prima volta nell’Aula del Consiglio regionale, tra l’imbarazzo dei consiglieri di maggioranza e opposizione, che non avevano idea di come votare o considerare queste petizioni».

 

«Realizzare quest’opera significa avere in mente un’idea di sviluppo vecchio di una trentina d’anni, ma forse anche più – attacca il consigliere regionale M5S -. Con il voto di ieri, ma anche con altre decisioni già prese nel corso di questa legislatura, abbiamo capito che non c’è alcuna intenzione da parte della politica regionale di voler concepire un modo nuovo e sostenibile di movimentare le merci nel rispetto dell’ambiente. È emblematico – conclude – come non sia stata discussa nemmeno la nostra mozione contro il decreto Sblocca Italia del governo Renzi e i pericoli per l’ambiente in esso contenuti che potranno interessare anche il Friuli Venezia Giulia».

 

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