OBBLIGO VACCINALE: INDICAZIONI DELLA REGIONE HANNO AUMENTATO LA CONFUSIONE

A breve una nostra mozione per arrivare alla dichiarazione di illegittimità costituzionale della legge 119/2017.

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Dalle segnalazioni pervenute da parte dei genitori, la prima applicazione in Friuli Venezia Giulia delle disposizioni della legge 119/2017 in materia di obbligo vaccinale non può certo dirsi omogenea.

La circolare della Regione Fvg del 30 agosto non è chiara, nonostante dovesse contenere indicazioni specifiche a livello regionale destinate ai genitori, alle aziende sanitarie, agli istituti scolastici, agli enti gestori dei nidi e delle materne e ai comuni. Indicazioni definite “frutto di un lavoro coordinato tra la direzione regionale Salute, la direzione regionale Istruzione e Formazione e l’Ufficio scolastico regionale”.

Inoltre la pagina del sito della Regione relativa all’applicazione dell’obbligo vaccinale, nella parte introduttiva, in maniera riassuntiva ma imprecisa riporta che: “A partire dall’anno scolastico 2017/2018 per iscriversi e frequentare le scuole è necessario essere in regola con i vaccini”. Tutto ciò senza distinguere tra scuole dell’infanzia e scuole dell’obbligo.

A causa di questa informazione intempestiva e imprecisa, all’atto dell’inserimento dei minori nelle rispettive classi della miriade di istituti scolastici interessati, molti genitori si sono visti rifiutare l’autodichiarazione. In altri casi, in modo errato, è stata richiesta l’autocertificazione nonostante fossero stati presentati il libretto delle vaccinazioni o le attestazioni rilasciate dall’Azienda sanitaria. Alcuni studenti sono stati addirittura minacciati di espulsione – anche dalle scuole dell’obbligo -, minacce espresse persino in presenza degli stessi minori.

Questo sia negli istituti per l’infanzia per cui bisognava produrre la documentazione entro il 10 settembre, sia in alcune scuole dell’obbligo (con termine di presentazione al 31 ottobre), nonostante la circolare emanata dal Ministero della salute il 12 giugno scorso fosse chiara sulla procedura transitoria per l’anno scolastico 2017-2018. La presentazione della documentazione, infatti, costituisce requisito di accesso ai servizi educativi per l’infanzia e alle scuole dell’infanzia (incluse quelle private non paritarie), mentre per le scuole dell’obbligo (scuola primaria, scuola secondaria di primo grado, scuola secondaria di secondo grado, centri di formazione professionale regionale), la presentazione della predetta documentazione non costituisce requisito di accesso alla scuola o agli esami.

Nelle prossime ore inoltreremo le segnalazioni dei cittadini che abbiamo raccolto al Garante regionale per i bambini e gli adolescenti per le iniziative del caso. A breve depositeremo inoltre una mozione per impegnare la giunta Serracchiani a promuovere il giudizio dinanzi alla Consulta per dichiarare l’illegittimità costituzionale della legge 119/2017, una norma nata male e applicata ancora peggio che invece di puntare al dialogo e all’informazione sta provocando veri drammi famigliari e discriminazioni nei confronti dei bambini.

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