Treni in ritardo, politica grandi opere fallimentare

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“Ennesimi ritardi dei treni causati da problemi legati ai passaggi a livello in FVG. È inutile cercare le responsabilità in RFI, Trenitalia o enti di natura soprannaturale quando tutti sappiamo qual è la vera causa di questi guasti”. Lo afferma il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Cristian Sergo. “Soprattutto quando sentiamo di guasti sulla linea Udine – Cervignano non possiamo che esprimere tutto il nostro dissenso per un modo scellerato di considerare le grandi opere inutili in questa regione”.

“Sentire parlare di guasti al passaggio di livello di Risano nel 2020 ha dell’incredibile – continua Sergo-. Stiamo parlando di strade per lo più campestri, a volte sterrate, altre talmente strette da consentire sì e no il passaggio un veicolo alla volta. Il superamento di alcuni di questi passaggi, che causano spesso e volentieri i ritardi nei treni della tratta, è previsto nel progetto del raddoppio della Udine – Cervignano presentato da RFI nell’Ottobre 2016. Fermo nei cassetti della Regione da quasi tre anni, non se ne sa nulla nemmeno dopo il nostro intervento di un anno fa che lo ha portato a conoscenza di sindaci e cittadini. Basterebbe stralciare da lì i progetti che prevedono la realizzazione dei sottopassaggi, opere che costerebbero davvero poche centinaia di migliaia di euro che non prevedono neppure la demolizione di edifici o l’esproprio di chissà quali terreni, cosa invece necessaria per raddoppiare la linea con tutte le lungaggini burocratiche necessarie”.

“Tutto questo viene tenuto in ostaggio dalla realizzazione del raddoppio dell’intera tratta Udine – Cervignano, un’opera che si sarebbe potuta realizzare da tantissimo tempo ma che viene bloccata dalle manie di protagonismo di pochi – aggiunge il consigliere M5S -. Infatti, per realizzare la stessa ci vogliono circa 300 milioni, una cifra assurda se consideriamo che i binari da raddoppiare saranno lunghi qualche decina di chilometri e non stiamo certamente parlando di una tratta ad alta velocità: massimo 180 km/h tra Cargnacco e Palmanova e addirittura 120km/h tra la città stellata e Strassoldo, il resto fino a Cervignano è già a doppio binario. Quello che RFI non ha mai detto di questa grande opera è che il raddoppio progettato si ferma alla frazione di Cortello del Comune di Pavia di Udine. Quanto ci costerà il raddoppio fino alla ZIU non è dato saperlo”.

“Il tutto per il piacere di costruire gallerie che attraverseranno Santa Maria La Longa e Sevegliano, senza prevedere stazioni di fermata, pertanto senza necessità alcuna di attraversare per i centri abitati, ipotizzando comunque la demolizione di alcuni edifici e i forti disagi per quelli rimanenti – conclude Sergo -. Follie progettuali a cui ormai siamo tristemente abituati. Ma, essendo tutto fermo, sono ferme anche le opere veramente necessarie, come la soppressione, o almeno la sistemazione, dei passaggi a livello. Se la Regione e RFI non decidono di intervenire subito, le difficoltà continueranno a crescere, il traffico di automobili pure, perché prendere il treno continuerà ad essere una scommessa quotidiana e gli unici voli pindarici saranno quelli che i passeggeri continueranno a perdere per raggiungere Trieste Airport con 40 minuti di ritardo, quando va bene. Non vorremmo che, archiviata la TAV, ora la fantasia sia l’hyperloop (che, anche approvando domani un ipotetico progetto non entrerebbe in funzione prima di una decina di anni), altrimenti queste opere non verranno mai realizzate”.

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