Trasporti: sui biglietti rincari “gonfiati” dagli arrotondamenti

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«Da quando è arrivata la giunta Fedriga, il biglietto del bus, che fino a dicembre 2018 si pagava 1,25 euro, adesso, a gennaio 2020, quindi tredici mesi dopo, si paga 1,35. Alla fine, l’incremento effettivo è dell’otto per cento in più, in virtù degli arrotondamenti». I conti, calcolatrice alla mano, li fa il consigliere regionale grillino Cristian Sergo, che annuncia anche un’interrogazione a tema tariffe sul trasporto pubblico locale, su gomma e su ferro.

«Una cosa è la media dell’incremento – rileva Sergo – una cosa è l’applicazione pratica. La giunta dice che ha aumentato le tariffe del 2,6% nel 2020, tenendo conto dell’indicizzazione Istat, ma non tiene conto degli arrotondamenti». Che, secondo Sergo, possono cambiare un po’ le carte in tavola, anche se sempre entro una cornice di perfetta legittimità. Ma per il portafoglio del cittadino la differenza c’è.

Partiamo dalle basi. Nel 2019 l’aumento varato dalla giunta regionale è stato del 2,8% e quest’anno del 2,6%, che, sommato, darebbe il 5,4% in più. «Ma, per il biglietto di corsa semplice sui bus di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste, fino a dicembre 2018 si pagava 1,25 euro. Adesso, a gennaio 2020, un anno e un mese dopo, si pagano 1,35 euro. Nel 2019, infatti, il biglietto è passato a 1,30 in virtù di un arrotondamento, perché, aumentato del 2,8%, sarebbe stato 1,285 euro. Quest’anno, da 1,30 si è passati a 1,35 sempre arrotondando, perché il 2,6% in più darebbe 1,318 euro». E così, dice, l’incremento finale non è del 5,4% ma dell’8%. Ma Sergo cita anche altri casi che riguardano i treni. Per esempio, «la Cervignano-San Giorgio è passata da 2,15 (2018) a 2,25 (2020) euro in tredici mesi seguendo gli aggiustamenti Istat deliberati quindi +5,4% in “due anni” o 13 mesi che dir si voglia». E sulla Pordenone Udine si è passati «dai 4,75 euro del 2018 ai 4,9 del 2019, fino ai 5 euro del 2020. Si segue quanto deliberato ma aumenta del 5,4% di fatto. L’aumento vale anche per la tariffa weekend Fvg. Udine-Pordenone a 3,8 euro del 2018 al 3,9 del 2019 ai 4 di adesso». Da qui la ragione della sua interrogazione, che parte da un assunto: la giunta si sarebbe potuta «fermare un giro, almeno sui biglietti».

«Nella delibera con cui hanno stabilito l’aumento del 2,8% c’era un passaggio in cui si diceva che, visto il regime di proroga, si era deciso di aumentare secondo l’indicizzazione solo le tariffe di corsa semplice e non gli abbonamenti e le pluricorse. Ora che hanno fatto l’incremento del 2,6%, invece, non hanno detto: siamo in proroga, perché lo siamo ancora, teniamo invariati o i biglietti o gli abbonamenti. Hanno aumentato tutto. Secondo me avrebbero potuto evitare di incrementare gli abbonamenti e le pluricorse, oppure, viceversa, potevano incrementare solo i biglietti di corsa semplice. Nella mia interrogazione chiederò perché hanno preso questa decisione. Anche perché ci sono territori, come Pordenone e Gorizia, in cui l’inflazione per i trasporti non è salita del 2,6%, ma molto meno».

Ma l’assessore Graziano Pizzimenti spiega che «l’adeguamento Istat è previsto per contratto. Non puoi decidere di applicarlo una volta sì una volta no».

 

Tratto da Il Gazzettino

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