TAGLI DEI POSTI LETTO: LO STOP ANNUNCIATO CONFERMA CHE AVEVAMO RAGIONE NEL CRITICARE UNA RIFORMA SANITARIA PALESEMENTE SBAGLIATA

Durante la discussione sulla Riforma sanitaria, come MoVimento 5 Stelle avevamo evidenziato sia in commissione che in Aula, che il taglio del numero di posti letto fosse eccessivo, soprattutto per l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste. Su un taglio di 286 posti letto per acuti a livello regionale ben 156 erano i posti letto ordinari che dovevano essere persi da Trieste. Si doveva passare quindi complessivamente da 764 posti letti a 608, nonostante la presenza media presso gli ospedali di Cattinara e Maggiore fosse notevolmente superiore – 675,88 posti letto – dovuta in parte alla presenza della popolazione più anziana della regione.
La giunta Serracchiani puntava a essere la prima regione in Italia a recepire i nuovi standard ospedalieri nazionali. Tra gli obiettivi c’era quello di avere 3 posti letto per acuti ogni 1000 abitanti anche se, in altri sistemi sanitari – per esempio quello francese, considerato i migliori al modo – troviamo 6,3 posti letto ogni 1000 abitanti e nel sistema tedesco addirittura 8,3 posti letto ogni 1000 abitanti.
Il mantra “meno ospedale e più territorio” non ammetteva sconti. Si è voluto quindi tagliare iniziando dall’ospedale per poi accorgersi che non erano stati previsti posti letto a sufficienza nelle strutture intermedie del territorio e negli ospedali! Non si può dire che non fossero stati avvisati: i nostri emendamenti di buon senso, che prevedevano che il recepimento degli standard fosse subordinato “all’appropriatezza del setting terapeutico e al suo successivo monitoraggio”, infatti sono stati tutti bocciati.
La volontà, manifestata dal direttore generale, di non voler procedere a ulteriore riduzione di posti letto per acuti a Trieste, fermandosi agli attuali 674 posti letto, è sicuramente un atto di responsabilità da parte di Delli Quadri che però non fa altro che confermare le nostre critiche a una riforma sanitaria palesemente sbagliata e poco condivisa. Ci auguriamo che la giunta Serracchiani inizi ad ammettere i propri errori perché solamente così potrà incominciare a porvi rimedio.