Su impianto rifiuti via Gonars Commissione surreale

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“Surreale la Commissione convocata su istanza del MoVimento 5 Stelle”. Lo affermano i consiglieri regionale e comunale del M5S, Cristian Sergo e Domenico Liano, dopo la riunione della Commissione Territorio e Ambiente del Consiglio comunale di Udine che si è occupata del nuovo impianto di gestione dei rifiuti in via Gonars. “Sono quattro anni che si parla di quest’opera ma solo ora la Net si dice interessata ad andare a presentare il progetto ai cittadini del luogo – affermano i due esponenti pentastellati -. Da una parte ci sono le rassicurazioni che l’impianto servirà per trattare i rifiuti raccolti dai Comuni soci della Net e dall’altro ci viene detto che importeremo i rifiuti del Pordenonese. Questo, oltre a provocare un inutile traffico tra le due cittadine friulane, significa che a Maniago arriveranno ancora più camion da altre parti d’Italia per alimentare il terzo impianto più grande della Penisola, gestito da privati, che a questo punto non tratterà più rifiuti regionali”.

“Continuiamo a non capire come la Net prenda a riferimento solo i dati che le fanno comodo. Ci sono ampie documentazioni reperibili online che attestano che il conferimento della frazione organica è in media di circa 80 euro – sottolineano Sergo e Liano -. A Sedegliano i cittadini serviti da A&T2000 pagano una tariffa di 73 euro ma hanno un aumento dello 0,5% annuo, mentre quella della Net dovrebbe essere di 67 euro per la Forsu (secondo il Direttore siamo già a 72, ma speriamo sia solo un disguido) e 70 per il putrescibile, ma con un aumento annuo fissato del 1,5% annuo. La Net, per avere queste tariffe ‘agevolate’, che sono state stabilite dalla gara di concessione, ha già promesso 8 milioni di euro ai gestori, soldi che arrivano dalle bollette dei cittadini, a cui recentemente e dopo l’aggiudicazione della gara ha aggiunto altri 378 mila e che negli anni di gestione permetteranno un risparmio inferiore al milione di euro. Infatti, quando è stato inaugurato l’impianto di Codroipo, costato 16 milioni (e non 42) e che gestisce fino a 45 tonnellate contro le 54 di quello udinese, si ammetteva che la sua capacità era tale da poter trattare anche tutti i rifiuti organici della provincia di Udine, e non solo quelli gestiti da A&T 2000. Come al solito, la totale assenza di una regia regionale ci vede inermi di fronte a queste scelte. Tutti interrogativi che fino a qualche anno fa molti sindaci del territorio si ponevano, mentre oggi tacciono”.

“Poco o nulla si è capito sul motivo per cui la gestione dell’impianto sia stata allungata sino a 25 anni, anche qui nonostante i termini della gara fossero altri – aggiungono i consiglieri -. Nulla ci è stato detto sugli utili previsti dal piano economico finanziario che è stato oggetto della gara e che invece nei documenti depositati in Regione è stato completamente rivisto e corretto. Abbiamo provato a capire se ci sia la garanzia per il privato di vedere gli stessi introiti previsti dall’aggiudicazione della gara, ma non abbiamo avuto risposta sinceramente ci auguriamo che così non sia, ma i rifiuti dovranno essere garantiti e da qualche parte li andremo a prendere. In un momento in cui si parla di ridurli e in cui al Sud si realizzano altri impianti simili”.

“Fughiamo ogni dubbio: siamo favorevoli ai piccoli impianti e al fatto che siano dimensionati per gestire i ‘propri’ rifiuti e con società pubbliche come la Net, magari non a 500 metri dalle case, piuttosto che ai megaimpianti dei privati – puntualizzano Sergo e Liano – Infatti, abbiamo l’impianto di Sedegliano pronto all’uso, ma questo di Udine è un project financing e forse il presidente della Commissione Govetto non ne è al corrente, o non sa come funziona, o, peggio, finge di non saperlo. È chiaro che molte cose su questo impianto continuano a non essere chiare, anche se accogliamo con favore l’impegno, tardivo, della società di parlarne ai cittadini – concludono gli esponenti M5S -. Ma quelli coinvolti non sono solo gli abitanti di Cussignacco, ma quelli di tutti i Comuni serviti dalla Net, come minimo. Speriamo solo che questi incontri non avvengano ad autorizzazione regionale concessa: sarebbero in ritardo e inutili, un po’ come la riunione della Commissione comunale”.

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