RIFIUTI: MAZZATA SUL DISTRETTO DEL MOBILE

Sono 14 le realtà del Pordenonese costrette a versare gli indennizzi ai comuni. Grazie al Pd e alla giunta di centrosinistra gli impianti maggiormente inquinanti invece non dovranno pagare nulla

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Il recentissimo il disegno di legge sulla gestione dei rifiuti nel Friuli Venezia Giulia in origine prevedeva che fossero indennizzati quei comuni sul cui territorio fossero presenti discariche, impianti di recupero energetico di rifiuti legati a inceneritori e cementifici, impianti che utilizzino rifiuti per produrre ammendante compostato misto o che effettuino la digestione anaerobica di rifiuti. Una norma equa che doveva essere rispettata da tutte queste realtà particolarmente inquinanti. Meglio, da quasi tutte. Il Partito democratico, durante la discussione sulla legge di stabilità, infatti, ha proposto, in fretta e furia, una modifica alla norma regionale: niente indennizzo per quelle realtà in possesso di certificazione ambientale Iso 14001 e per quelle che risultano registrate ai sensi del regolamento CE 1221/2009. Modifica che è stata caldeggiata dalla giunta Serracchiani, in particolare dall’assessore Bolzonello, e subito accolta da quasi tutta la maggioranza di centrosinistra.

Un piccolo emendamento che dimostra quanto chi governa nel Friuli Venezia Giulia sia totalmente sottomesso alla grande industria. Grazie a questa modifica impianti come l’inceneritore di Trieste o la Bioman, tanto per fare qualche esempio, non saranno più costrette a versare gli indennizzi ai comuni di Trieste e Maniago. Oltre al danno (economico) c’è pure la beffa. Come abbiamo scoperto dalla risposta ricevuta oggi in Aula ad una nostra interrogazione, a pagare nella nostra regione saranno solo 17 impianti e 14 di questi sono insediati nel cosiddetto Distretto del mobile di Pordenone, che da tempo vive un periodo di forte crisi. Realtà che operano a Prata, Pasiano, Brugnera costrette a versare all’anno indennizzi cospicui.

Proprio un bel lavoro quello portato a termine dall’assessore Bolzonello che si vanta di essere espressione di quel territorio e che aspira a guidare l’intero Friuli Venezia Giulia. I grandi impianti che inquinano pesantemente non devono riconoscere nulla ai comuni che li ospitano, mentre il settore del mobile è costretto a pagare un conto salato. Un piccolo esempio concreto dei danni che il Pd e Bolzonello potrebbero continuare a fare una volta alla guida della nostra regione.

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