Rendere omogenei Servizi di continuità assistenziale in Fvg

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Regolamentare l’organizzazione del Servizio di continuità assistenziale per migliorare e rendere omogeneo il funzionamento su tutto il territorio regionale e introdurre criteri e tempistiche uniformi per la nomina dei Referenti. Su questo verte l’interrogazione rivolta dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Ussai, all’assessore regionale alla salute, Riccardo Riccardi. Lo stesso vicepresidente, parlando dell’accordo raggiunto con i Medici di Medicina Generale, ha rimarcato “la necessità della prosecuzione dello spostamento del baricentro per la risposta alla criticità dalle attività ospedaliere a quelle territoriali”.

“Le legge regionale 27/2018, che ha ridefinito l’assetto istituzionale e organizzativo del nostro Servizio sanitario – spiega Ussai – è finalizzata, fra le altre cose, a migliorare il coordinamento dell’assistenza sul territorio regionale e garantire l’omogeneità dei servizi offerti. Tuttavia, ad oggi, l’individuazione della figura del Referente del Servizio di continuità assistenziale è determinata in modo diverso in ogni Azienda Sanitaria del Friuli Venezia Giulia”.

“Peraltro, con la riorganizzazione degli enti sanitari si è venuta anche a creare la situazione per cui in un’Azienda sanitaria ne è confluita parte di un’altra, con la conseguenza che all’interno dello stesso Ente risultano esservi Referenti del Servizio di continuità assistenziale nominati sulla base di criteri diversi e con una differente durata dell’incarico, senza dimenticare che anche i criteri di attribuzione degli incentivi (3 euro lordi all’ora) per i medici di continuità assistenziale, così come i tempi di erogazione, non sono omogenei” aggiunge il consigliere M5S.

“Crediamo sia fondamentale che ci siano criteri e durata degli incarichi uniformi in tutte le Aziende sanitarie e auspichiamo che, per la nomina dei Referenti, ci si basi su dati oggettivi e di merito. – conclude Ussai – Ed è fondamentale che ci sia un coordinamento tra le varie strutture dei Referenti del Servizio di continuità assistenziale in modo che su tutto il territorio regionale vigano le stesse modalità operative delle attività, garantendo ad esempio un’omogeneità su informatizzazione, reperibilità in caso di assenza improvvisa, criteri di controllo delle scadenze dei farmaci e dei materiali, nonché sull’attivazione degli ordini per il relativo approvvigionamento”.

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