UN REGOLAMENTO CHE SEMBRA CUCITO ADDOSSO A UN MEDICO BEN PRECISO

E' normale che il regolamento per individuare il nuovo referente della Continuità assistenziale sembri cucito addosso a un medico ben preciso?

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Una volta c’era il regolamento e in base a questo veniva scelto il responsabile da una graduatoria. Ora invece pare che si scelga prima la persona e poi i regolamenti le vengono “cuciti addosso”.
Sembra infatti che il nome del nuovo referente per la continuità assistenziale ci sia già, anche se i cittadini e gli operatori saranno gli ultimi a saperlo. In attesa di rendere ufficiale la nomina, l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste (AsuiTs) da poche ore ha pubblicato, in sordina, il nuovo regolamento che cambia totalmente i criteri di scelta, non premiando più l’affidabilità data dall’anzianità di servizio, ma – piuttosto – gli ultimi arrivati. Così almeno si evince dalle tempistiche e dalla pubblicazione dei documenti.

Eravamo già stati avvertiti che i nuovi metodi di selezione non fossero proprio ortodossi ma eravamo convinti che i curricula e le graduatorie rimanessero il principale criterio di selezione. Fino a ieri, infatti, il “Regolamento Attività del Servizio di Continuità Assistenziale” individuava la figura del referente tra i medici titolari di incarico a tempo indeterminato, tra quelli che avevano espresso una disponibilità a ricoprire quel ruolo, elaborando la graduatoria aziendale sulla base del rapporto unico e dell’anzianità di titolarità maturata nell’ambito dell’Azienda sanitaria.

Oggi tutto è cambiato. Il nuovo regolamento, reso pubblico ieri sul sito della AsuiTs, all’articolo 5 istituisce la figura del “Referente del servizio di continuità assistenziale”, con l’individuazione di un medico tra i titolari di incarico a tempo indeterminato, selezionato dal direttore generale sulla base di una terna di nomi trasmessa dalle organizzazioni sindacali partecipanti al comitato aziendale ex art. 23 Acn.

Il nostro timore è che i titoli per assumere il coordinamento di un servizio così fondamentale per i cittadini non siano più dati dall’attività svolta sul campo in molti anni di lavoro, ma dal fatto di avere in tasca una ben precisa tessera di partito.