Raccolta molluschi, ancora sospensioni ma nessuna risposta

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Sono tre le ordinanze emesse che declassificano le zone di raccolta dei molluschi per l’elevata presenza di escherichia coli nelle vongole riscontrata da Arpa e Istituto Zooprofilattico. Lo rende noto il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, Cristian Sergo. “La scorsa settimana, nel silenzio più assoluto, è stata sospesa la raccolta in una zona della Laguna a valle del depuratore di San Giorgio di Nogaro e poi due zone nel mare di Lignano, ovvero Sant’Andrea e Kursal quest’ultima zona con valori sei volte sopra i limiti previsti”.

“Fermo restando che non c’è pericolo per i consumatori, visto che le vongole devono essere depurate prima di essere messe in commercio, non sappiamo se sia più l’attenzione al coronavirus che sta facendo passare tutto questo in secondo piano, o se sia maggiore l’imbarazzo per chi ha sempre sostenuto che tali eventi siano da ricondurre alle abbondanti piogge che porterebbero i batteri in mare dalle campagne e dai fiumi che sversano in Laguna le acque evidentemente comunque poco depurate” afferma Sergo.

“Calcolando che non sono scesi nemmeno 100 mm di pioggia in tre mesi, la situazione rischia di essere allarmante in caso di precipitazioni più abbondanti – puntualizza il consigliere M5S -. A meno che non si stabilisca che la fonte di escherichia coli (così come della salmonella riscontrata in passato) non sia ben altra e che sarebbe il caso di individuarla una volta per tutte senza girarci intorno”.

“Basterebbe verificare le fonti, che sono già state trovate, e capire come queste possano essere la causa dei ritrovamenti di escherichia nei molluschi. Un po’ come fece la Regione vent’anni fa a fronte dei continui ritrovamenti di batteri nei molluschi e che portarono alla conclusione che molto probabilmente gli stessi erano dovuti agli scarichi dei depuratori di Lignano e San Giorgio. Noi stiamo chiedendo un tale studio ormai da tre anni – conclude Sergo – ma finora tale sollecitazione non è stata ancora accolta né dalla Regione, né da Arpa, né dall’Azienda per l’assistenza sanitaria, ma crediamo non si possa continuare a lungo cosi”.

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