OLEODOTTO SIOT-TAL: I CITTADINI CHIEDONO, LA GIUNTA NON RISPONDE!

A marzo abbiamo depositato una interrogazione in Consiglio regionale dedicata agli odori nauseabondi provocati dall’impianto della Siot-Tal di San Dorligo della Valle e alle condizioni in cui sono costretti a vivere i cittadini che abitano vicino ai serbatoi dell’oleodotto.

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Di fronte alla latitanza delle istituzioni, a marzo abbiamo depositato una interrogazione in Consiglio regionale dedicata agli odori nauseabondi provocati dall’impianto della Siot-Tal di San Dorligo della Valle e alle condizioni in cui sono costretti a vivere i cittadini che abitano vicino ai serbatoi dell’oleodotto.

Una situazione quasi sicuramente destinata a peggiorare. Pochissimi giorni fa la Commissione europea ha confermato ufficialmente l’intenzione di espandere ulteriormente la capacità di stoccaggio dell’impianto che è stato inserito nei “Projects of Common Interest” (Pci). Inoltre la Siot-Tal ha ottenuto anche la concessione per altri 50 anni. Stiamo parlando di un traffico imponente di petroliere. Ogni anno, infatti, ben 500 navi svuotano un volume di greggio di circa 40 milioni di tonnellate che va a servire i paesi del Nord Europa. Il parco di San Dorligo della Valle è composto da 32 serbatoi, dotati di tetto galleggiante a doppia guarnizione di tenuta.

L’ingente movimentazione di navi petroliere rende difficile la convivenza fra residenti e questo grande oleodotto. I cittadini che risiedono a San Dorligo e nelle frazioni di Domio, Puglie di Domio, Lacotisce, Mattonaia, Dolina, Montedoro, Francovec, Zaule e Caresana da molti anni protestano infatti a causa dei forti odori e delle continue esalazioni.

Una recente sentenza del Tar del Veneto ha sancito che “le emissioni odorigene debbano ritenersi ricomprese nella definizione di ‘inquinamento atmosferico’ e di ‘emissioni in atmosfera’, poiché la molestia olfattiva intollerabile è al contempo sia un possibile fattore di ‘pericolo per la salute umana o per la qualità dell’ambiente’, che di compromissione degli ‘altri usi legittimi dell’ambiente’”.

Questo è il dramma che giornalmente vivono i cittadini di quella zona. Cittadini che si sono sempre attivati per chiedere maggiori controlli e nuovi studi epidemiologici per avere informazioni più dettagliate sulla qualità dell’aria, sulle sostanze che sono costretti ad annusare, sul livello di contaminazione dei terreni. Hanno sempre depositato petizioni a sostegno delle loro richieste e hanno sempre chiesto con forza la copertura stagna dei serbatoi, come avviene nella vicina Slovenia a Sermino-Ancarano.

Con la nostra interrogazione volevamo sapere se la giunta Serracchiani intendesse finalmente prestare ascolto alle istanze dei cittadini. Inoltre ci interessava capire che fine avessero fatto tutte le promesse di Arpa Fvg e delle istituzioni locali. Purtroppo la risposta della giunta Serracchiani si è limitata al solito “riassuntino” delle puntate precedenti con l’esposizione di fatti che conosciamo già molto bene.

Con l’ultima domanda volevamo conoscere se l’esecutivo regionale volesse dare risposte chiare alle preoccupazioni più volte espresse dei cittadini, facendo delle analisi epidemiologiche sulla morbosità della popolazione e sull’impatto sui terreni e sugli orti che si trovano attorno il perimetro dell’oleodotto. Anche in questo caso dalla giunta Serracchiani il nulla completo!

Questo non è certo il ruolo che dovrebbe avere l’amministrazione regionale. Gli enti pubblici dovrebbero salvaguardare la salute dei propri cittadini e del territorio, attuando tutto ciò che è loro potere per raggiungere gli obiettivi di tutela. È ora di smetterla di mettere davanti alla salute e al benessere della popolazione i profitti di aziende altamente impattanti.