Val D’arzino: No alla costruzione di un impianto elettrico lungo questo corso d’acqua ancora inviolato da interessi economici.

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«È assurdo leggere sulla stampa del progetto di un nuovo impianto elettrico che potrebbe minacciare il torrente Arzino. Questo corso d’acqua è, infatti, uno dei pochi ancora inviolati da interessi economici, protetto dai cittadini e, per il tratto compreso nel territorio comunale di Vito d’Asio, dal piano regolatore comunale dove all’articolo 21 bis delle norme di attuazione si legge: “Il torrente Arzino, con i suoi principali affluenti, costituisce un elemento naturale del territorio regionale di sicuro rilievo, potendosi definire come uno dei pochi (forse l’unico) corso d’acqua allo stato pressoché naturale”. Trattandosi di una zona avente particolari contenuti di carattere ambientale e paesaggistico, in esse il piano prevede tra l’altro il divieto di realizzare “opere infrastrutturali legate all’uso produttivo dell’acqua”». La consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle Ilaria Dal Zovo prende posizione sull’ipotesi di sfruttamento a fini commerciali del torrente Arzino.

«Pur non ricadendo nel territorio di Vito d’Asio, la centralina si colloca su un torrente che la lungimiranza degli amministratori di quel Comune ha considerato come un bene da proteggere adottando le norme di tutela sopra descritte – aggiunge dal Zovo -. Il torrente va visto, infatti, come un elemento ambientale unico e continuoPertanto l’auspicio è che anche gli altri comuni adottino norme di tutela analoghe visto che la centralina in progetto si trova nel territorio del Comune di Preone dove non vige questo piano regolatore».

«Se tutto questo non bastasse a fermare questo progetto, in Regione stiamo trattando il piano tutela delle acque che prevede regole molto stringenti e severe per l’installazione di nuove centraline idroelettriche».

«È ora di dire basta allo sfruttamento dei nostri corsi d’acqua e dei nostri laghi. Abbiamo già visto gli effetti che possono avere le prese d’acqua nei nostri fiumi. Abbiamo devastato il Lago di Cavazzo con lo scarico della centrale e anche il fiume Isonzo risulta impoverito e ferito poiché quasi tutte le sue acque vengono convogliate nel canale dei dottori – precisa la portavoce M5S -. Dobbiamo riprenderci la nostra natura, tutelarla e difenderla. Altrimenti non ci rimarrà nulla. Per questo appoggiamo il Movimento Tutela Arzino e ci rendiamo disponibili a fare tutto ciò che potremo in Regione».

«Ricordiamo infine che il 24 ottobre 2012 è già stata presentata in Regione una petizione, la n.37, promossa dal Movimento Tutela Arzino con la collaborazione diLegambiente FvgWwf e altri comitati. Una petizione firmata da 2.187 cittadiniproprio per “la salvaguardia dell’integrità ambientale e idraulica del torrente Arzino e dei suoi affluenti”. Se la Regione imparasse a non chiudere questi documenti nel cassetto ma a dare il giusto peso alle istanze dei cittadini – conclude Dal Zovo -, ora, come per molte altre emergenze, non saremmo ancora qui a parlarne».

 

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