LEGGE ELETTORALE: LE PROPOSTE DEL M5S

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Le proposte di modifica alla legge elettorale regionale del M5S risalgono ai primi mesi di questa legislatura e sono state enunciate nella nostra proposta di legge n.16 del 4 ottobre 2013. Proposte che rimangono valide tutt’ora perché fondate su principi cari al MoVimento 5 Stelle.

Andiamo per punti:

1. esclusività del mandato elettorale: nessuno eletto, dal consigliere circoscrizionale al deputato europeo passando per tutti i livelli istituzionali, deve ricoprire un’altra carica. Questo per rispetto degli elettori e del mandato che sta coprendo. Da questo presupposto la nostra proposta di estendere a tutti i sindaci, ma anche ai consiglieri comunali, l’ineleggibilità in Consiglio regionale. Se un sindaco sente fortissimamente il desiderio di partecipare alle elezione il Consiglio regionale, crediamo possa tranquillamente attendere la conclusione del proprio mandato.

2. massimo di due mandati elettivi in assoluto: riteniamo che 10 anni dedicati al servizio della pubblica amministrazione siano più che sufficienti per dispiegare le proprie capacità in modo costruttivo, lasciando spazio ad altri egualmente capaci. Da qui la nostra proposta di limitare a due mandati anche non consecutivi.

3. valorizzazione del voto dei cittadini e rispetto della proporzionalità: escludere dal Consiglio regionale i candidati presidenti di liste o coalizioni che superano la soglia della rappresentatività ed esprimono consiglieri rappresenta un tradimento dell’espressione di voto. Ecco perché abbiamo proposto di includere fra gli eletti in Consiglio, oltre al primo e secondo classificato, anche gli altri candidati presidenti.

A differenza dell’immagine che i media e le altre forze politiche da sempre cercano di propagandare, il MoVimento 5 Stelle non è una forza politica esclusivamente antisistema, antagonista e antipoliticato in grado di soddisfare i principi che ci stanno a cuore mediando le esigenze delle altre forze politiche che avanzano proposte diverse.

In questo senso oggi in commissione abbiamo avuto modo di presentare le nostre proposte chiarendo anche quali sono i punti di caduta oltre i quali la mediazione non sarà possibile e lasciando quindi che il tempo, che ci separa dalla discussione in Aula del provvedimento approvato in commissione, consenta alle varie forze politiche in campo – se possibile – di trovare una quadra.

Certo è che se alla fine prevarrà il “liberi tutti” sull’incandidabilità dei sindaci, rimarrà la possibilità del terzo mandato e si insisterà in modo imperativo sul bipolarismo, allora sarà meglio lasciare tutto così com’è, rimandando la discussione alla prossima legislatura.