LA VARIANTE DI DIGNANO RISCHIA DI DISTRUGGERE PER SEMPRE PREZIOSI REPERTI DI ETA’ ROMANA

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“Ci sono molti indizi per ritenere che in prossimità del territorio lambito dell’opera denominata Variante-Sud, tra le vie Dignano-Banfi a ovest e Casarsa a est, si trovino, sepolti sotto l’attuale sedime stradale, cospicui e preziosi reperti archeologici di età romana attinenti ad una Villa (Casa Rota) e una via glareata (via Crescentia /Dignano-Banfi)”. Queste alcune delle conclusioni dello studio eseguito dall’architetto Luca Vignando, commissionato dal gruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale. Partendo dalle principali e più recenti pubblicazioni della letteratura storico-archeologica, questo lavoro – presentato questa mattina alla stampa a Udine – ha confermato che nell’area oggetto d’intervento della nuova struttura viaria denominata Variante-Sud sono documentati e rintracciabili sedimenti di viabilità e/o insediamenti di età romana. Tra questi la Villa di Vidulis, gli insediamenti di Coseano, la fornace/Villa di Griulis di Flaibano e, soprattutto, il mosaico della cantina di Casa Rota a Bonzicco (posto a poco più di 400 metri a sud dalla futura Variante alla quota di -2,5 metri dal piano di campagna).

«Invieremo subito questo studio alla Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici del Friuli Venezia Giulia e al Ministero per i Beni e le Attività Culturali – ha annunciato la portavoce del M5S in Consiglio regionale Ilaria Dal Zovo -. Alla luce di queste evidenze chiederemo inoltre alla Soprintendenza l’applicazione immediata degli articoli 95 e 96 del Codice degli appalti. È fondamentale infatti riaprire la procedura sulla base dell’interesse archeologico della zona. Si deve ottenere un provvedimento preventivo ai lavori, con carotaggi e approfondimenti, per verificare quello che c’è realmente sotto il tracciato della Variante. Nel caso in cui la procedura non venisse modificata – ha aggiunto Dal Zovo -, rischiamo di distruggere e seppellire per sempre un patrimonio di valore inestimabile per il nostro territorio. Riteniamo che la relazione archeologica, allegata al progetto della Variante, non abbia approfondito alcuni aspetti importanti che lo studio dell’architetto Vignando, invece, approfondisce».

«Fra le prerogative dell’Unione europea c’è quella di proteggere e tutelare il patrimonio culturale, storico, artistico e archeologico. Prerogativa demandata agli stati membri – ha ricordato il portavoce del M5S al Parlamento europeo Marco Zullo -. Per questo verificheremo e controlleremo che le procedure siano state rispettate in modo corretto a tutti i livelli amministrativi. Personalmente mi adopererò – ha sottolineato Zullo – affinché questo studio giunga al Ministero per i Beni e le Attività Culturali».

«A chi è dato decidere chiediamo di approfondire ulteriormente questi studi facendo un’indagine preventiva concreta sul sito al fine di salvaguardare questi interessanti resti archeologici che diversamente verrebbero distrutti irrimediabilmente durante le escavazioni del tunnel previsto proprio su quei sedimenti – ha detto la presidente del Comitato “Assieme per il Tagliamento” Franca Pradetto Battel -. L’attuale Giunta regionale dovrebbe investire in opere che danno benefici a lungo termine a un territorio invece di stanziare ben oltre 22 milioni di euro per poco più di un chilometro di strada per accontentare le lobby del cemento».

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