IMMIGRAZIONE: BASTA ALIMENTARE DISCORSI IRRAZIONALI BASATI SULL’INTOLLERANZA!

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Con la conferenza stampa dell’altro giorno il procuratore di Udine ha definitivamente archiviato un’indagine a carico di un interprete e alcuni volontari dell’associazione “Ospiti in arrivo”. Dopo un lungo lavoro investigativo, il fascicolo, aperto a seguito di segnalazione dei cittadini, è stato chiuso per assenza di prove. La questione aveva avuto una risonanza nazionale, scatenando un dibattito incentrato sul rischio assurdo che la solidarietà potesse trasformarsi in reato. A sostegno della buonafede delle azioni svolte dall’associazione era nata anche una petizione online.
Vogliamo ribadire nuovamente – e l’abbiamo fatto anche nel corso dell’ultimo Consiglio regionale durante la trattazione delle mozioni relative alla gestione dell’immigrazione – che alcune forze politiche dovrebbero smetterla di alimentare sterili polemiche che portano solo a incrementare l’intolleranza e la paura verso lo sconosciuto. Negli ultimi anni le paure dei cittadini di fronte al fenomeno migratorio che sta interessando anche la nostra Regione, infatti, sono state alimentate da un discorso irrazionale, basato sull’intolleranza fine a se stessa. Gli allarmismi, le paure generiche, il parlare alla cosiddetta “pancia” del Paese non hanno fatto altro che spingere alcuni cittadini in Procura, a far indagare altri comuni cittadini colpevoli del solo fatto di sopperire alla mancanza delle istituzioni nella prima accoglienza. Per non parlare del carico di lavoro che ha impegnato, per ben due anni, magistratura e forze dell’ordine, nella redazione di corposi fascicoli ed intercettazioni.
La politica da campagna elettorale, è quella che invoca lo “stato di emergenza” giocando su legittime e personali paure dello sconosciuto e dell’inaspettato; la politica utile è quella che sta dalla parte dei cittadini – di quelli che aiutano e di quelli che denunciano – accomunati dalla stessa necessità, cioè di veder gestiti i flussi in maniera rapida. È questo il lavoro in cui ci impegniamo quotidianamente come consiglieri regionali: cercando, attraverso un dibattito collettivo serio e informato, di risolvere i problemi. Ci auguriamo che dopo quanto avvenuto a Udine, si apra una riflessione seria, che riporti il dibattito sull’immigrazione, a toni non allarmistici.

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