Il MoVimento 5 Stelle contesta i rincari autostradali finalizzati alla realizzazione della Terza corsia dell’A4. Rizzetto: «Serracchiani non ha nulla di cui rallegrarsi». Sergo: «Stop definitivo a un’opera inutile, dannosa e anacronistica»

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 «Come volevasi dimostrare arriva puntuale anche quest’anno il rincaro delle tariffe autostradali che in meno di un anno solare hanno subito un aumento medio del 19,77%, dato dal +12,6% del gennaio 2013 cui si somma quello di queste ultime ore del 7,17%. E meno male che la presidente Serracchiani, già a favore di aumenti ben più drastici, appoggia il governo Letta e ora anche il nuovo segretario del Pd Renzi, altrimenti chissà cosa ci sarebbe aspettato». È duro il commento del deputato del MoVimento 5 Stelle Walter Rizzetto in merito agli aumenti che riguardano le tratte autostradali gestite da Autovie venete.

 «È risibile rallegrarsi del fatto che l’aumento sia stato limitato “solo” al +7,17%, a fronte di una proposta iniziale del +12,90% – sostiene Rizzetto -. Va ricordato che i 130 milioni di euro promessi da Roma per la realizzazione della Terza corsia dell’A4 non sono che un pannicello caldo – anzi tiepido – per un’opera che necessita di un investimento di almeno 2,3 miliardi di euro. Le risorse pertanto andranno trovate nell’ormai “socio storico” di questo esecutivo regionale: contribuenti, privati e aziende già pesantemente colpite dalla crisi».

 «Mettiamoci nei panni di una azienda che con i suoi mezzi dovrà percorrere quotidianamente le nostre autostrade, mettendo a bilancio svariati migliaia di euro in più e rinunciando, forse, a qualche lavoratore per sostenere questi costi aggiuntivi – ipotizza il portavoce M5S -. Il MoVimento 5 Stelle, da solo, aveva predetto aumenti aumenti così importante finalizzati a fare cassa per la Terza corsia e la cosa si è puntualmente avverata».

 «D’altra parte, con l’ultima legge si stabilità – che di stabile ha ben poco – la nostra Regione ha ottenuto poco o niente – attacca Rizzetto -. Zero misure in favore delle piccole medie imprese (a parte il fondo rimpinguato dagli extra stipendi dei consiglieri regionali M5S e il conto corrente aperto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze), pressione fiscale che non scende, nessuna iniziativa per abolire l’Irap o sburocratizzare questa Regione e l’istituzione del reddito minimo garantito è ancora una bella favola».

 «Vediamo invece risorse che si trovano per le cosiddette grandi opere e vittorie annunciate troppo presto per poi correre ai ripari chiedendo aiuto ancora a Roma: purtroppo questi soldi non ci sono né a Roma né da un’altra parte. Nelle commissioni parlamentari ogni giorno ci ripetono: “non ci sono fondi per niente“. Quando proponiamo delle misure devono essere sempre a costo zero”. Come dire? O si ha un’idea geniale o non se ne fa nulla – racconta l’esponente M5S -. Intanto nel Friuli Venezia Giulia mancano treni, mancano aerei, manca lavoro e la gente, anche per questo, decide di farla finita. Ciononostante arrivano i rincari autostradali e l’intenzione di portare avanti quest’opera. Le priorità per questa regione invece devono essere altre».

 «È ora di dire basta alla Terza corsia. La giunta regionale deve abbandonare l’ennesima opera dei sogni che è diventata un incubo per i cittadini della nostra Regione – aggiunge il consigliere regionale M5S Cristian Sergo -. Una settimana prima del nostro insediamento la presidente Serracchiani ci aveva assicurato che a “queste condizioni la Terza corsia non si sarebbe più fatta”. In questi mesi nulla di incoraggiante è stato ottenuto, anzi. Persino chi sostiene la sua realizzazione ritiene che oggi la situazione dal punto di vista economico sia addirittura peggiorata. Anche il governo ha compreso come non possano e non debbano essere più i cittadini del Friuli Venezia Giulia a dover pagare questo progetto inutile, dannoso sia dal punto di vista economico che ambientale, anacronistico e inutile sulla base dei propositi con cui è stato presentato tantissimi anni fa».

 «È urgente che la Regione tenga in considerazione quanto che da mesi andiamo sostenendo – incalza Sergo -. Dobbiamo iniziare a trovare soluzioni alternative a quelle che vedono il cemento e il consumo di suolo come soluzione di tutti i problemi, considerato che è un modello di sviluppo che ha rovinato il nostro Paese in tutti i sensi. Vanno sviluppate quelle politiche incentivanti per spostare il traffico merci dalla gomma su rotaia. Non serve la linea Alta Velicità/Alta Capacità per ottenere questo risultato, abbiamo una ferrovia sfruttata per il 30-40% sulla tratta Venezia – Trieste».

 «Lo scorso 1 ottobre Rfi, in sordina e senza grossi proclami, ha diffuso un comunicato stampa per annunciare ilcompletamento dei lavori della “autostrada viaggiante” che collega le città di Trieste e Milano – racconta il portavoce M5S -. Su questa struttura è possibile trasferire direttamente i tir sui treni, consentendo agli autisti di riposarsi durante il tragitto. Nello stesso documento veniva specificato come “ogni treno che percorrerà l’autostrada viaggiante libererà la rete stradale da circa 10mila camion/anno, trasferendo dall’asfalto al ferro oltre 250mila tonnellate di merce e riducendo le emissioni di CO2 di circa 6mila tonnellate, l’83% in meno rispetto alla gomma”. Una volta tolti i tir dall’A4 avremo liberato una corsia in più per le auto, con il miglioramento sia della sicurezza per gli autisti, ma anche e soprattutto della qualità dell’aria che in alcune zone del palmarino attraversate dall’autostrada hanno visto pericolosi sforamenti di poco inferiori al doppio del livello consentito di polveri sottili nel mese di dicembre, così come avevamo facilmente avuto modo di prevedere già a luglio».

 «La presidente Serracchiani in campagna elettorale si era assunta l’impegno, testualmente, “a utilizzare, per il trasporto locale e interregionale, i fondi che ora vengono sprecati per grandi opere inutili e dannose. Il mio impegno per il trasporto pubblico: sono contraria a tutte le opere quando sono inutili e dannose. Per decidere sulle opere valuteremo l’utilità per lo sviluppo del nostro sistema economico”. Questa “promessa” – concludeSergo – è ancora on-line all’indirizzo http://www.mobilitanuovafvg.it/impegni?pdb=62».

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