FINCANTIERI: NON E’ STATO ANCORA SIGLATO IL NUOVO PROTOCOLLO DI LEGALITÀ

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«Quando verrà firmato il nuovo Protocollo di legalità per la Fincantieri di Monfalcone?». A chiederlo è il portavoce del M5S in Consiglio regionale Cristian Sergo, ricordando come già a luglio del 2014 si fosse levata da più parti – in occasione di un’audizione in seconda commissione – la richiesta di riformare un testo che risale al 2007 e che servirebbe, anche, ma non solo, a monitorare preventivamente eventuali infiltrazioni mafiose.

«Un anno dopo – sottolinea Sergo – questo tema è stato portato all’attenzione anche della Commissione parlamentare Antimafia. La presidente Rosy Bindi non ha esitato infatti a indicare per quanto riguarda la situazione di Fincantieri l’emergere “di criticità che richiedono un’interlocuzione, quanto meno per invitare l’azienda a siglare un nuovo protocollo di legalità”».

«Inoltre in occasione dell’audizione in Consiglio regionale del 2014, l’amministratore delegato Giuseppe Bono si era lamentato “dell’isolamento” dell’impresa nella lotta alla criminalità organizzata, dicendo che “se qualcuno ha dei fatti da denunciare, vada alla Procura della Repubblica e faccia le sue denunce; noi le nostre le abbiamo fatte. E non siamo noi che dobbiamo arginare l’infiltrazione mafiosa”. Parole che fortunatamente sono state contraddette dalla stessa società pubblica quando – ricorda il portavoce del M5S – il 10 luglio scorso ha firmato con la Prefettura di Ancona un protocollo volto a prevenire ed evitare tentativi di infiltrazione mafiosa negli appalti assegnati dalla società per il lavoro svolto nello stabilimento dorico del Gruppo».

«Temo che le dichiarazioni dell’assessore regionale Panariti e del sindaco di Monfalcone Altran di piena apertura alla ridefinizione del sistema dei controlli e degli accessi al Porto per i controlli ispettivi possano rimanere lettera morta se non si stipula un nuovo Protocollo. Vanno coinvolti tutti gli attori istituzionali – insiste Sergo – in primis la Prefettura e l’azienda, i sindacati che da anni si battono in difesa dei lavoratori e infine le amministrazioni interessate. Come abbiamo già sostenuto deve essere interesse primario di Fincantieri assicurare il rispetto della legalità e difendere il mercato da tentativi di infiltrazione mafiosa. L’azienda – conclude il portavoce del MoVimento 5 Stelle – deve garantire la massima collaborazione, sia per contrastare i tentativi di infiltrazione criminale, sia per fugare ogni dubbio sul rispetto delle procedure legate ai subappalti nel cantiere monfalconese».

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