FERRIERA: MOZIONE DEL M5S

Ussai all'incontro con i comitati: «Serracchiani promuova urgentemente, anche mediante la rinegoziazione dell’accordo di programma, la chiusura progressiva dell’ “area a caldo” dell’impianto siderurgico, fissando un puntuale e stringente cronoprogramma»

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chiusura area a caldo
chiusura area a caldo

Ringraziamo i rappresentanti dei comitati del presidio per aver rappresentato alla politica regionale il problema irrisolto della Ferriera e soprattutto per la tenacia dimostrata nel continuare a essere in piazza, animando il presidio 24 ore su 24. Purtroppo erano presenti solo i consiglieri della minoranza che hanno risposto alla richiesta, fatta alla politica in maniera trasversale, di ascoltare la voce dei cittadini e di impegnare la Presidente della Regione Debora Serracchiani a riconoscere l’urgenza di un incontro con il cav. Arvedi e di richiedere la revisione dell’Aia. Peccato che le forze di maggioranza non siano state coinvolte in modo adeguato, forse, a causa di una organizzazione un po’ frettolosa dell’incontro.
Ad ogni modo tutte le forze politiche presenti si sono dimostrate disponibili a sottoscrivere congiuntamente l’impegno proposto dai rappresentanti dei comitati.

Contestualmente, il gruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale ha presentato alle altre forze politiche una proposta di mozione che recepisce integralmente la proposta dei comitati e la rafforza ulteriormente con altri due impegni.
Con il primo impegno chiede alla presidente Serracchiani di promuovere urgentemente, anche mediante la rinegoziazione dell’accordo di programma, la chiusura progressiva dell’ “area a caldo” dell’impianto siderurgico, fissando un puntuale e stringente cronoprogramma visto che gli interventi finora eseguiti non hanno sortito gli effetti sperati. Al punto che la Regione è stata costretta a emettere una diffida per imporre ad Acciaieria Arvedi – Siderurgica Triestina una riduzione della produzione per rientrare nei valori obiettivo per la polverosità stabiliti dall’Aia.

Con il secondo impegno chiede, inoltre, di tutelare gli attuali livelli occupazionali della Ferriera nel processo di riconversione industriale, sfruttando le prospettive di sviluppo relative al porto di Trieste createsi recentemente con la firma dei decreti attuativi del Porto franco di Trieste e la previsione di ingenti investimenti in seno al progetto “la Via della seta”.
Sulla Ferriera saranno quindi depositate due mozioni, una del MoVimento 5 Stelle e una dele centrodestra: siamo sicuri che durante la discussione in Aula troveremo una convergenza auspicando che anche i consiglieri di maggioranza possano aderire a un testo che non crei ulteriori divisioni, ma che cerchi concretamente di risolvere il problema.

Di seguito il testo integrale della mozione presentata dal gruppo del M5S in Consiglio regionale

Consiglieri proponenti: USSAI, BIANCHI, DAL ZOVO, FRATTOLIN, SERGO

Oggetto: Nuove strategie industriali per la Ferriera

IL CONSIGLIO REGIONALE

Premesso che il 27 giugno 2017 è stato firmato congiuntamente dal Ministero delle Infrastrutture e dal Ministero di Economia e finanze il decreto attuativo per il Porto franco internazionale di Trieste che concede all’Autorità portuale piena disponibilità della gestione delle aree extradoganali e consentirà l’individuazione di aree specifiche da destinare alle attività industriali – come stoccaggio, manipolazione, trasformazione – e di aree in cui concentrare le attività del settore logistico legate al transito della merce;

Lette le dichiarazioni rese lo scorso 5 luglio dalla Presidente Serracchiani e riportate dai giornali locali in cui afferma che: “…Ad una settimana dalla firma del decreto attuativo del Porto Franco, attraverso questa operazione, si concretizza la prima opportunità per attrarre imprese e sviluppare l’economia del territorio con cento nuovi posti di lavoro…”

Richiamate le affermazioni del 16 maggio 2017 del Presidente del Consiglio Gentiloni in cui si sottolinea come “la leadership cinese ha dichiarato esplicitamente l’intenzione di investire su Genova e Trieste”, dichiarati terminal portuali strategici della “Via della Seta”;

Tenuto conto della crescente rilevanza dell’area della Ferriera quale possibile polo logistico, indispensabile per l’espansione del porto di Trieste e ancor più nel contesto del recente decreto attuativo concernente il porto franco e dei possibili nuovi accordi commerciali per il progetto della “Via della seta”;

Considerato che con decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43 (art. 1, comma 7bis), l’area industriale di Trieste è stata riconosciuta “area di crisi industriale complessa” per le problematiche legate alla produzione siderurgica, alla riqualificazione delle attività industriali e portuali e al recupero ambientale e che con decreto apposito del Presidente del Consiglio, la Presidente Serracchiani riveste la carica di Commissario straordinario per l’attuazione degli interventi dei lavori di bonifica del sito della Ferriera di Servola;

Richiamato l’Accordo di Programma del 30 gennaio 2014 recante “la disciplina degli interventi relativi alla riqualificazione delle attività industriali e portuali e del recupero ambientale dell’area di crisi industriale complessa di Trieste” tra il Ministero dello sviluppo economico (MISE), il MATTM, il Ministero delle infrastrutture e trasporti, il Ministero per la coesione territoriale, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, la Regione Friuli Venezia Giulia, la Provincia di Trieste, il Comune di Trieste, l’Autorità Portuale di Trieste e la società INVITALIA;

Appurato che con decreto n. 96/AMB del 27/01/2016, la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia ha approvato il riesame con valenza di rinnovo del procedimento di Autorizzazione integrata ambientale (AIA) di durata decennale inerente l’attività produttiva di Siderurgica Triestina srl presso lo stabilimento della Ferriera di Trieste;

Constatato che in sede di Conferenza dei servizi non sono state acquisite le prescrizioni del Sindaco di Trieste nell’ambito del suo ruolo quale massima autorità sanitaria del territorio comunale ai sensi del comma 6 dell’art. 29-quater del D.Lgs. 152/2006;

Visto che la Regione ha ripetutamente diffidato la Siderurgica Triestina ad adempiere alle prescrizioni dell’AIA, e precisamente tra le più significative:

⎯ In data 16 marzo 2016 in merito all’eliminazione dell’impatto acustico generato dall’impianto;

 In data 7 marzo 2017 in merito al progetto di fattibilità tecnica ed economica della copertura dei parchi minerari dell’impianto (la cui realizzazione rientra tra le migliorie all’impianto prevista dall’accordo di programma quadro, oltre che dall’autorizzazione integrata ambientale);

⎯ Il 28 giugno 2017 per ridurre la produzione al fine di far rientrare le polveri nei valori obiettivo previsti dal decreto AIA del 2016;

Considerato che l’ultima diffida della Regione deriva dalla richiesta formulata da ARPA FVG del 14 giugno 2017, affinché Acciaieria Arvedi – Siderurgica Triestina si attivi autonomamente per ridurre la produzione dell’impianto in attuazione dell’AIA, tenuto conto del limite obiettivo per la polverosità valutata su base mensile e degli andamenti delle deposizioni, in aumento a partire da gennaio 2017;

Appurato che l’attività industriale dello stabilimento siderurgico risulta fortemente impattante sull’ambiente e sulla popolazione triestina e che anche dopo il subentro del gruppo Arvedi, l’impianto continua a non essere compatibile con un’area densamente abitata, tanto che dal gennaio 2008 a maggio ci sono state ben 5.655 segnalazioni da parte di cittadini, a testimonianza di una costante situazione di disagio non solo sociale ma anche ambientale derivante dal succitato impianto;

Preso atto del ripetersi di “fumate nere” dall’impianto, nonché nel sollevamento di polveri dai depositi minerali dello stabilimento, da ultimo verificatosi domenica 25 giugno 2017 e che ha invaso la città di Trieste;

Rilevato come l’impianto siderurgico della Ferriera di Trieste risulti costantemente al centro della cronaca cittadina e regionale in quanto l’impatto ambientale e il disagio creati alla popolazione triestina fanno sì che una parte rilevante della cittadinanza abbia organizzato negli ultimi due anni marce, manifestazioni di protesta e raccolte di firme per petizioni e da ultimo un presidio permanente in Piazza Unità, per la chiusura progressiva dell’«area a caldo» dell’impianto siderurgico e la fissazione di un cronoprogramma puntuale al fine di tutelare la salute e i livelli occupazionali dei cittadini di Trieste.

Ricordato che la Presidente Serrachiani, in occasione del suo incontro avvenuto il 21 giugno 2017 con il Sindaco di Trieste e le associazioni del presidio, aveva assicurato che avrebbe fissato al più presto un incontro con il Cav. Arvedi;

Vista infine l’ultima richiesta del 28 giugno 2017, formulata dalla Presidente Serracchiani e dai sindacati, diretta a ricevere dal gruppo Arvedi delucidazioni riguardo le attuali prospettive per lo stabilimento;

Ritenute condivisibili e anzi desiderabili le parole di Zeno D’Agostino, Presidente dell’AdSp del Mare Adriatico Orientale, pronunciate alla firma del decreto che concretizza il diritto di porto franco: “Oggi si apre una nuova era per il porto e per Trieste”;

Tutto ciò premesso

IMPEGNA LA PRESIDENTE DELLA REGIONE

1. a onorare la promessa fatta ai cittadini il 21 giugno 2017, sollecitando l’incontro con il cav. Arvedi per affrontare il tema dell’area a caldo della Ferriera e della sua riconversione;

2. a farsi parte attiva nella richiesta di revisione dell’AIA alla luce delle criticità irrisolte dell’area;

3. a promuovere urgentemente, anche mediante la rinegoziazione dell’accordo di programma, la chiusura progressiva dell’«area a caldo» dell’impianto siderurgico, fissando un puntuale e stringente cronoprogramma al fine di tutelare la salute dei cittadini di Trieste.

4. a tutelare gli attuali livelli occupazionali della ferriera nel processo di riconversione industriale, anche collaborando con i ministeri nazionali competenti e sfruttando le prospettive di sviluppo relative al porto di Trieste createsi recentemente con gli ultimi avvenimenti.