Evidente l’influenza sulla Commissione per la cooperazione del vicepresidente Bosio

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«Il presidente di Confcooperative, Franco Bosio, non può nascondersi dietro a una – chiamiamola così – incomprensione giornalistica. Né il sottoscritto, né tanto meno l’ex consigliere regionale Alunni Barbarossa, abbiamo mai affermato che Bosio facesse parte della Commissione per la cooperazione prevista dalla legge sulla vigilanza». Il portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Andrea Ussai,commenta così le dichiarazioni rilasciate alcuni giorni fa da Bosio al quotidiano “Il Piccolo”.

 

«Quello che invece entrambi sosteniamo – aggiunge – è che il presidente di Confcooperative, e all’epoca vice presidente delle Coop Operaie, avesse unafortissima influenza su quell’organo così strategico, chiamato infatti a esprimere pareri su provvedimenti sanzionatoriricorsi, progetti di legge e regolamenti e, fino a poco tempo fa, anche sulle revisioni straordinarie. La dimostrazione? Semplice Confcooperative indica ben 4 rappresentanti effettivi su 10. Quasi la metà dell’intera Commissione per la cooperazione. Affermare poi che si trattasse di delegati tecnici in un contesto totalmente in mano ai partiti politici, beh – sottolinea Ussai -, questo fa abbastanza sorridere».

 

«Dopo quanto accaduto adesso è necessario uno sforzo comune per tutelare i lavoratori e i risparmiatori del Friuli Venezia Giulia e per modificare con maggiore coraggio la legge sulla vigilanza del sistema cooperativo nella nostra regione. Passaggio fondamentale – conclude Ussai – per evitare che situazioni di questo tipo possano ripetersi».

 

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