Emergenza – urgenza, ancora risposte assenti per risolvere criticità

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“Dopo un anno e mezzo di amministrazione del centrodestra il sistema dell’emergenza – urgenza regionale continua ad essere allo sbando e non sono ancora state date risposte concrete agli allarmi degli infermieri che, a causa dei turni insostenibili e delle condizioni di lavorare inadeguate, sono allo sfinimento”. Lo afferma il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, Andrea Ussai, dopo la risposta del vicepresidente della Regione e assessore alla salute, Riccardo Riccardi, alla sua interrogazione sulla situazione della Sala operativa regionale per l’emergenza sanitaria.

“A circa due anni e mezzo dall’attivazione della Centrale unica e del Numero unico per le emergenze, che ha smantellato un sistema che funzionava, permangono invariate le criticità segnalate dalle organizzazioni sindacali, di cui ho invano chiesto un’audizione in Commissione, relative all’insufficienza di personale, carenza tecnologica, cartografie non allineate, sede inadeguata, ecc…” sottolinea il consigliere M5S.

“Riccardi ha manifestato la volontà di rivedere in maniera unitaria il sistema dell’emergenza – urgenza anche per risolvere il problema della carenza degli organici, che per il momento sarà coperto con l’acquisizione di prestazioni aggiuntive dalle diverse Aziende Sanitarie. L’assessore ha inoltre voluto rivelare che qualche mese fa il responsabile dei sistemi informativi ha trasmesso all’autorità competente una lettera per quanto riguarda l’inadeguatezza della tecnologia utilizzata per gestire l’emergenza –urgenza”.

“Si tratta di problemi che abbiamo denunciato a più riprese e per i quali non può pagare il solo direttore Antonaglia – conclude Ussai – e nemmeno gli infermieri della Sores che stanno continuando a tappare i buchi di un sistema che non funziona, rischiando sul piano legale e della propria salute, peraltro senza la certezza di venire retribuiti per tutte le ore di straordinari. Sarebbe il caso, prima di calare dall’alto un ‘dipartimento unico’ che sembra più un pretesto per obbligare la periferia a cedere personale senza una visione e una progettualità comune, di partire da un confronto dal basso serio con tutti gli operatori dell’emergenza – urgenza sulle molte criticità presenti, altrimenti si continuerà ad appaltare il servizio al privato”.

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