CURE PALLIATIVE: ADESSO E’ ORA DI PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI

L’assessore Telesca promette di consolidare ulteriormente l’organizzazione delle cure palliative.

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È apprezzabile l’intenzione, manifestata dall’assessore alla salute Telesca e dal direttore generale dell’Azienda sanitaria Nicola Delli Quadri, di potenziare la rete delle cure palliative. Adesso però è venuto il momento di passare dalle parole ai fatti.

Ricordiamo all’assessore che nella Delibera regionale 165/2016 da lei citata si afferma anche che: “A regime in ogni Distretto Sanitario è attivata una Unità di Cure Palliative (UCP) intesa come unità funzionale di personale medico, infermieristico, riabilitativo formato ed in possesso di specifiche competenze, con la finalità di erogare cure domiciliari di elevata intensità e palliative per malati terminali, caratterizzate da una risposta intensiva a bisogni di elevata complessità…”. Siamo costretti invece a rilevare che sono ormai tre anni che in provincia di Trieste le risorse dedicate a questo servizio consistono in un solo medico esperto in cure palliative.

Un unico professionista per un territorio esteso e per circa 210 mila residenti, che deve essere operativo dalle ore 8 alle ore 20, 7 giorni su 7, intervenendo anche di notte.

Nella nostra interrogazione abbiamo chiesto “quando entrerà a regime l’applicazione del modello organizzativo della rete delle cure palliative nei Distretti sanitari (in maniera omogenea su tutto il territorio regionale) in particolare in quello triestino. Come spesso succede l’assessore non ha risposto alla nostra domanda ma ha rassicurato che “tale organizzazione sarà ulteriormente consolidata”. Noi stiamo ancora aspettando quel potenziamento del territorio, tanto promesso anche nella riforma sanitaria dalla giunta Serracchiani, unico modo per promuovere un minor ricorso dei pazienti terminali alle strutture ospedaliere, garantendo così una morte più dignitosa anche presso il proprio domicilio.