Crac Coop, il centrodestra non firma la mozione di sfiducia del MoVimento 5 Stelle.

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«Come annunciato la scorsa settimana il MoVimento 5 Stelle porterà in Consiglio regionale una propria mozione sul caso Cooperative Operaie di Trieste e Cooperativa di Consumo Carnica. Dopo l’atto presentato in queste ore da Forza Italia è subito apparso evidente che non si sarebbero aggiunte altre firme alla nostra mozione di sfiducia, impedendoci così, di fatto, la sua discussione in Aula. Erano, infatti necessarie dieci o tredici firme a seconda che l’atto fosse indirizzato all’assessore Bolzonello o alla presidente Serracchiani. È bene che i cittadini sappiano che, nonostante le prime rassicurazioni sulla condivisione della mozione, il centrodestra ha poi negato l’appoggio alla nostra iniziativa, dimostrando quanto fosse interessato esclusivamente all’aspetto mediatico della vicenda e non al merito della questione. Il passo indietro dei gruppi di centrodestra è l’ennesima conferma per gli elettori che l’unica opposizione credibile in questa Regione è rappresentata dal Gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle». Il portavoce M5S in Consiglio regionale, Cristian Sergo, attacca duramente le forze di centrodestra.

 

«Riccardo Riccardi, ex assessore regionale nella giunta Tondo, sostiene che con la sua proposta si sta occupando seriamente dei casi delle cooperative. In realtà – aggiunge Sergo – con la sua iniziativa (tra l’altro già bocciata dall’assessore Bolzonello) parla solo di quello che potrà accadere da qui in avanti, ma preferisce non prendere posizione su quello che è successo in passato e sul perché si è giunti fino a questo punto. Ci sarà un motivo, ma non riusciamo ad immaginarne uno diverso dal possibilecoinvolgimento anche delle giunte precedenti».

 

«Con il testo che depositeremo e che discuteremo i primi di febbraio chiederemo alla giunta Serracchiani di assumersi la sua parte di responsabilità per quanto accaduto, siaper l’omessa vigilanza che per i mancati provvedimenti sanzionatori che potevano esser adottati dall’esecutivo. Per imporre, invece, il commissariamento dei due cda coinvolti a Trieste e a Tolmezzo si sono dovute muovere le procure. Una volta chiarite queste responsabilità – conclude il portavoce M5S – potremo garantire ai soci prestatori che la restituzione dei loro risparmi potrà essere integrale e non solo parziale».

 

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