Covid e rotta balcanica: manca ancora un percorso sanitario dedicato

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“Chi governa questa regione fa campagna elettorale sui clandestini positivi al virus, che rappresentano l’11,5% (84 su 725 al 27 settembre, secondo i dati forniti dalla Giunta) di tutti i positivi del Friuli Venezia Giulia, ma si dimentica di predisporre un percorso sanitario ad hoc per i controlli 7 giorni su 7, con l’effetto di distogliere mezzi e personale dall’emergenza territoriale a ogni rintraccio”. Lo afferma il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, Andrea Ussai, dopo la risposta dell’assessore Riccardi a una sua apposita interrogazione.

“Nel luglio del 2019, e quindi ben prima dell’emergenza Covid – ricorda l’esponente M5S – , Riccardi prometteva la costituzione di un nucleo operativo sanitario in grado di operare sull’intera regione a supporto delle forze dell’ordine, anche con l’allestimento di strutture di primissima accoglienza, per affrontare le criticità relative agli ingressi attraverso la rotta balcanica e contenere la diffusione di malattie infettive o parassitarie. Una promessa mancata e la conseguenza è che, quando avviene qualche rintraccio (quasi quotidianamente), viene allertato il numero unico che invia un’ambulanza del 118: ciò significa però levare un mezzo da un territorio già in forte sofferenza”.

“Serve, come già richiesto a più riprese dai sindacati di polizia, un protocollo sanitario ad hoc e un ‘presidio’ dedicato che eviterebbe la disomogeneità dei controlli nei diversi territori e proteggerebbe gli agenti di polizia, già in alcuni casi costretti alla quarantena. – conclude Ussai -. Condividiamo l’appello degli stessi sindacati che chiedono di rafforzare i controlli sanitari ai confini, in modo da organizzare una risposta che tuteli gli operatori che vengono a contatto con i migranti, la comunità e le stesse persone che vengono rintracciate. Speriamo che Riccardi, questa volta, alle parole faccia seguire i fatti”.

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