CHIEDIAMO CHE ELEZIONI AMMINISTRATIVE E REFERENDUM VENGANO ACCORPATI IN UN UNICO ELECTION DAY

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Il MoVimento 5 Stelle FVG chiede alla giunta Serracchiani che le elezioni amministrative comunali di primavera si tengano nella stessa giornata prevista per il voto referendario indetto dal Governo nazionale per domenica 28 maggio 2017. La proposta è contenuta in una mozione presentata oggi in Consiglio regionale. «L’accorpamento delle due consultazioni in un unico “election day” nel Friuli Venezia Giulia, oltre a favorire la partecipazione democratica dei cittadini, scongiurerebbe anche un inutile spreco di denaro pubblico – spiegano i consiglieri regionali pentastellati -. Pertanto, per le medesime ragioni, chiediamo all’esecutivo regionale di fare pressione sul Ministero dell’Interno per indire lo svolgimento delle consultazioni amministrative nelle Regioni a statuto ordinario sempre per il prossimo 28 maggio».

«Già l’accorpamento dei due importanti momenti di espressioni di democrazia partecipata – amministrative e referendum – permetterebbe un notevole risparmio sulle finanze pubbliche – sottolineano i pentastellati -. Tra i costi diretti della consultazione referendaria vanno ricompresi, infatti, i rimborsi ai Comuni, che vanno dalle spese per la propaganda elettorale all’acquisto di materiale di consumo ritenuto indispensabile per l’installazione dei tabelloni, alla remunerazione dei presidenti di seggio e degli scrutatori, nonché al costo del trasporto delle schede e ai costi del personale di sicurezza per garantire il regolare svolgimento delle consultazioni. Del resto anche dalla lettura della legge regionale 19 del 2015 si evince il principio per il quale si dovrebbe tendere ad accorpare il più possibile le consultazioni elettorali».

«In particolare la scelta di due date differenti per le due consultazioni – aggiungono i consiglieri regionali del M5S – potrebbe comportare una minore partecipazione al voto, rendendo difficile il raggiungimento del quorum previsto dalla legge per rendere valida la consultazione referendaria e inficiando così il valore politico e democratico della convocazione alle urne».

«Se questa decisione fosse confermata, questa classe politica finirebbe per reiterare il grave errore già commesso nel 2011, quando non si accorparono le elezioni amministrative, tenutesi il 15 e 16 maggio in diverse regioni, con i referendum abrogativi del 12 e 13 giugno 2011. Allora il mancato risparmio fu calcolato in circa 115 milioni di euro. In un periodo di crisi come quello che il Paese sta vivendo, risorse pubbliche così ingenti – concludono i portavoce del M5S in Consiglio regionale – devono essere impiegate per far fronte a emergenze decisamente più urgenti».