ACQUA PARADISO DI POCENIA: ENNESIMA CRISI OCCUPAZIONALE

La crisi è via via peggiorata nel silenzio di chi amministra il Friuli Venezia Giulia. Unica speranza è che questo silenzio abbia portato alla soluzione dell'intricata vicenda.

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Un’altra azienda di fuori regione, che però qui ha investito, ora è in crisi e rischia di mettere in strada 25 lavoratori. È molto grave quanto sta accadendo all’Acqua Paradiso di Pocenia, la società controllata dal gruppo emiliano Nuova Unibread srl che nel settembre del 2015 aveva acquisito la gestione dello stabilimento di Pocenia. Facciamo fatica a credere che anche in questa occasione, nonostante i soliti buoni propositi, non si possa scongiurare l’ennesima crisi occupazionale scoppiata nel Friuli Venezia Giulia.

Lo scorso 12 aprile era stato convocato infatti un tavolo in Regione per esplorare tutte le soluzioni da mettere in campo. Dopo quell’incontro, secondo i sindacati, non è stato fatto però nessun passo concreto. In sostanza azienda e lavoratori sono stati abbandonati a se stessi. La situazione è particolarmente critica perché i dipendenti dello stabilimento di Cremona hanno chiesto il fallimento del gruppo Nuova Unibread e la sentenza dovrebbe arrivare il prossimo 12 settembre.

Ricordiamo che la giunta Serracchiani ha giocato un ruolo decisivo in questa partita industriale. L’assessorato alle Attività produttive della Regione, con decreto datato 28 agosto 2015, infatti, aveva trasferito la concessione per lo sfruttamento della “fonte corte paradiso” alla Nuova Unibread srl, guidata dall’imprenditore Armando Tedesco, che ha la sua sede principale a Bibbiano in provincia di Reggio Emilia. Già a marzo c’erano state le prima avvisaglie dello stato di difficoltà in cui versava l’azienda con i dipendenti costretti a lavorare a giorni alterni e con i fornitori che avevano iniziato a non mandare più le materie per paura di non essere pagati. Da allora la crisi è via via peggiorata nel silenzio di chi amministra il Friuli Venezia Giulia. Unica speranza è che questo silenzio abbia portato alla soluzione dell’intricata vicenda, sicuri che Friulia sappia essere vicino a un’impresa storica del nostro territorio e ai lavoratori che l’hanno resa tale. Chiederemo questo alla giunta Serracchiani con una interrogazione.

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