OSPEDALE DI CATTINARA: FREDDO, POCHI POSTI LETTO E CARENZA DI PERSONALE

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La Bora dei scorsi giorni ha messo in evidenza forti criticità in molti reparti dell’ospedale di Cattinara, in paricolare al Pronto Soccorso e in Medicina d’Urgenza. Le rigide condizioni climatiche hanno messo a nudo le carenze del Servizio sanitario sia per quanto riguarda le strutture e la sicurezza dell’ambiente lavorativo sia per quanto concerne l’organizzazione della gestione assistenziale con posti letto disponibili e il personale sanitario in servizio sotto pressione.

A Cattinara è stato registrato un freddo gelido nei corridoi, negli ascensori e in alcuni reparti nonostante il recente intervento di revisione e ristrutturazione di quasi tutti i serramenti dell’ospedale. La situazione è diventata talmente drammatica (con temperature pari a 14 gradi negli ascensori e a 19 nei corridoi di reparto) che è stato apposto del nastro adesivo sugli infissi di molte finestre e alcune lenzuola sono state arrotolate agli angoli delle porte vicine agli ascensori.

Nel reparto di Medicina d’urgenza sono stati costretti a spostare all’interno del reparto tutti i parenti dei pazienti. Era impossibile infatti per queste persone rimanere in attesa fuori dal reparto in prossimità degli ascensori sempre a causa delle temperature troppo basse.

Oltre agli evidenti disagi per gli operatori in servizio, i pazienti e i parenti in visita, la Bora e il freddo hanno provocato anche un incremento nei carichi di lavoro. L’affluenza di malati – già alta in questo periodo dell’anno per il normale aumento delle patologie dell’apparato respiratorio e della riacutizzazione di quelle croniche – è infatti cresciuta a causa delle condizioni climatiche. Il Pronto soccorso si è trovato così a gestire una impennata di accessi all’ospedale. Con tanti pazienti è diventato difficile gestire alcuni casi che sovente possono essere stabilizzati direttamente all’interno del Pronto soccorso. Questa situazione ha comportato uno smistamento di molti pazienti soprattutto in Terapia intensiva, Medicina d’urgenza, Cardiologia e Pneumologia.

Non riuscendo, inoltre, a trovare posti letto liberi nei reparti di Medicina, si è cercato di sopperire a queste carenze richiedendo disponibilità alla Medicina d’urgenza (dove questi ricoveri risultano impropri) e trasformando in stanze improvvisate per la degenza alcune delle aree del Pronto Soccorso, come quella didattica di solito utilizzata per l’organizzazione dei corsi di aggiornamento.

La carenza di posti letto ha portato come diretta conseguenza l’annullamento di alcune operazioni programmate nelle chirurgie e una saturazione di quelli liberi nei reparti molto prima di affrontare il turno notturno. Il rischio, nel caso di urgenze notturne, è quello di trovarsi in difficoltà per la carenza di posti intensivi o semi intensivi. Nei giorni fra il 16 e il 19 gennaio l’afflusso di ricoveri è stato tale che alcuni pazienti, che necessitavano di monitoraggio intensivo, sono rimasti sulle barelle nei corridoi.

È ormai chiaro che i posti letto sono pochi e che basta una emergenza climatica passeggera per mettere in evidenza queste carenze,  che aumenteranno sicuramente in fase di ristrutturazione dell’ospedale e sopratutto se l’assessore Telesca non rivedrà la politica dei tagli. Serve un incremento delle degenze (ospedaliere e nelle strutture intermedie) che dovrebbe andare di pari passo con un incremento del personale sanitario che spesso viene messo a dura a prova per il sovraccarico di lavoro e per i turni serrati. Come cittadino, prima ancora che come politico, non posso fare altro che ringraziare tutti gli operatori e sperare che chi governa questa regione non continui a dire che va tutto bene. La giunta Serracchiani, una volta per tutte, deve ammettere le difficoltà che sono sotto gli occhi di tutti. La Bora insegna ma la politica regionale – purtroppo – continua a non ascoltare!

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